Gli adulti hanno smesso di fare da argine, da maestri dell’attesa
C’è un tratto sempre più evidente nelle nuove generazioni: l’incapacità di aspettare. Non aspettare una risposta, un risultato, un desiderio che maturi. Non aspettare il proprio turno, il tempo giusto, la fatica necessaria. Tutto deve accadere subito, ora, senza passaggi intermedi.
Ma ridurre questo fenomeno a una colpa dei ragazzi è un errore comodo e, soprattutto, miope. L’impazienza non nasce nel vuoto. Si impara. O meglio: si eredita. I ragazzi di oggi crescono in un mondo che ha dichiarato guerra al tempo. Un tempo lento, educativo, fatto di attesa e di limiti.
Vivono immersi in una cultura dell’immediatezza: contenuti on demand, risposte istantanee, gratificazioni continue. Ma il problema non è la tecnologia in sé. Il problema è che gli adulti hanno smesso di fare da argine, da traduttori del tempo, da maestri dell’attesa.
Un tempo l’educazione insegnava........
