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Guerra e giudizio storico tra prudenza e responsabilità

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13.04.2026

Per definizione, non c’è nulla di più difficile che esprimere giudizi ben fondati su avvenimenti storici in corso. Le grandi vicende della storia, quelle che lasciano segni indelebili e con le quali sarà necessario fare i conti per lungo tempo, addirittura talora per epoche, vanno viste nella prospettiva del passato.

Richiedono, cioè, di una conoscenza per gli effetti che hanno prodotto ed esigono almeno di sapere quali fossero le condizioni in cui le scelte determinanti sono state prese, gli interessi che le hanno mosse, e dunque gli obiettivi che si sono proposti gli uomini che hanno concorso a fare gli eventi.

Insomma, richiedono che il futuro oggi ancora a venire sia da tempo trascorso, e da lungo tempo. La guerra scatenata dal Benjamin Netanyahu, detto Bibi, seguito da Donald Trump, è uno di quegli avvenimenti che, almeno a giudicare nella contemporaneità, sembrerebbe avere tutti i tratti d’un ‘avvenimento storico’, di quelli destinati a lasciare conseguenze durevoli nella vicenda umana.

Ma già per dir questo, ci vorrebbe la visione prospettica, dovremmo conoscere quali saranno gli effetti prodotti nel tempo da questa che appare un’avventata impresa bellica, dettata da scarsa valutazione delle conseguenze l’una dietro l’altra innescata. E dunque è necessario procedere con umiltà nel giudicare gli eventi, le responsabilità, la cura che nel prendere le decisioni vi è stata dedicata.

Non dimentico, ad esempio, che quando gli Stati Uniti si preparavano all’attacco – almeno questo oggi lo si può con relativa certezza dire – molti degli opinionisti avveduti che oggi attaccano intemeratamente e senza esitazioni il Comandante in capo, non esitavano a........

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