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Quando invece di un cuore ne resta più d'uno

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08.09.2026

La notizia occupava poche righe. Un uomo era morto sotto le macerie di una delle tante guerre alle quali abbiamo smesso perfino di dare un nome. Non era un soldato, non aveva compiuto gesti eroici, non lasciava dichiarazioni da consegnare alla storia.

Nella fotografia, forse, portava una camicia chiara. O forse non c’era neppure una fotografia. Era uno dei morti del giorno, aggiunto agli altri con la precisione necessaria alle statistiche e l’approssimazione riservata alle vite. Ho pensato che nessuno è anonimo per chi lo ha amato.

Che quell’uomo avrà avuto un modo particolare di aprire una porta, di tenere il cucchiaio, di chiamare qualcuno da una stanza all’altra. Forse avrà avuto paura del buio o l’abitudine di fischiare. Sono dettagli che non entrano nei bollettini, ma costituiscono quasi per intero una persona. La morte li disperde, mentre la cronaca si limita a contarli. Gli uomini muoiono per un destino immutato. Da sempre.

È il modo e, a volte, il dove, che cambia. Variano i nomi, le........

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