Quel silenzio che uccide: così l’Europa perde se stessa
“Nessuno in piazza per l’Ucraina” titola il Corriere della Sera in un mirabile articolo di Ernesto Galli della Loggia. Ancora: “Poche lacrime per Zelensky” sempre il Corriere, è il titolo di una documentata riflessione di Paolo Mieli.
Pare che a ricordare i morti uccisi dai bombardamenti ordinati da Putin siano rimasti Papa Leone, come prima Papa Francesco, e il Presidente Mattarella. Mentre a manifestare per le atrocità di Israele, ordinate da Netanyahu, si mobilitano migliaia di giovani con cortei, che spesso “ospitano” anche violenti e provocano distruzioni urbane.
Eppure tutti dichiarano, e riconoscono, che Putin è l’aggressore, di cui anche ad una condanna della Corte internazionale dell’Aia, per crimini di guerra abbietti, quale la cattura di migliaia di bambini ucraini, per cancellare addirittura il futuro all’Ucraina stessa.
Putin per quel crimine specifico si è guadagnato un mandato di cattura internazionale, che nessuno Stato oserà applicare, mentre, a sua volta, il giudice italiano Rosario Aitala, “reo” di far parte dell’Alta Corte che ha emesso quel mandato di cattura, si è preso da Putin e dalla sua Corte una condanna a 15 anni di carcere.
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