Politica, il corto circuito e la guerra delle bandiere
Il corto circuito della politica italiana contemporanea è incarnato alla perfezione da questo bipolarismo malato in quanto coatto. Da osservatori viviamo una sproporzione cronica tra un dibattito pubblico iper-polarizzato su questioni simboliche o di facciata e l'incapacità strutturale di affrontare i grandi nodi socio-economici del Paese.
Lo storico Newt Gingrich, repubblicano, già speaker della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti dal '95-'99, dimostrò che trasformare il dibattito politico in uno scontro identitario di breve termine porta ad enormi ritorni elettorali, anche a costo di paralizzare l'azione di governo.
In Italia, questo modello è diventato la norma.
La destra se ne avvantaggia e lo strano centrosinistra maldestramente la emula.
Ed infatti, la politica italiana tende a dividersi quotidianamente su
1) "Bandiere" identitarie e micro-scontri: Polemiche su dichiarazioni di giornata, conflitti su specifici provvedimenti simbolici o conflitti di valore ad alto impatto emotivo ma a costo zero per la finanza pubblica.
2) Linguaggio di delegittimazione: L'avversario non è qualcuno con cui negoziare una riforma strutturale, ma un "nemico" morale o culturale.
Il risultato è la contrapposizione........
