Quanto costa la guerra alle famiglie italiane. I calcoli della Cgia
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Milano, 15 Marzo 2026 – Le conseguenze della crisi generata dal conflitto in Iran stanno sempre più interessando i budget delle famiglie italiane. Al netto del caro carburante che in queste ultime due settimane sta alleggerendo il portafoglio degli italiani e di eventuali misure di mitigazione del costo delle bollette che il Governo dovrebbe mettere a punto a breve, Nomisma Energia stima che le famiglie italiane potrebbero subire un aumento medio su base annua di 350 euro.
Partendo da questa ipotesi, l’Ufficio studi della CGIA ha stimato approssimativamente che il rincaro complessivo delle bollette sui bilanci delle 26,7 milioni di famiglie italiane potrebbe toccare i 9,3 miliardi di euro.
Gli aumenti più consistenti si concentrerebbero nelle principali aree urbane metropolitane: a Roma l’incremento complessivo della spesa energetica potrebbe toccare i 705,8 milioni di euro, a Milano i 554,5 milioni e a Napoli poco più di 406 milioni. Queste tre grandi città sarebbero quindi tra i territori più esposti al peso dei nuovi aumenti energetici. Per contro, le province meno colpite dai rincari sarebbero Vibo Valentia con un aggravio di 23,1 milioni di euro, Aosta con 21,3 e Isernia con 12,72.
L’andamento delle materie prime
A quindici giorni dall’avvio del conflitto in Iran, i mercati delle principali materie prime mostrano una tenuta complessivamente solida, senza quelle impennate generalizzate dei prezzi che spesso accompagnano fasi di forte tensione geopolitica. L’analisi delle quotazioni evidenzia infatti un quadro “sorprendentemente” stabile. Molte delle principali commodities hanno addirittura registrato lievi riduzioni di prezzo: il nickel è sceso dell’1,9 per cento, il rame del 2,6, il piombo del........
