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Tonno in scatola e mercurio, l’esperto fa chiarezza sui rischi. Quanto mangiarne e cosa guardare sull’etichetta

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21.01.2026

Roma, 21 gennaio 2026 – Il tonno in scatola è un alimento amato e consumato in gran parte delle case italiane, grazie alla sua praticità e al suo gusto versatile. Negli ultimi tempi, alcune voci – spesso amplificate dai social – hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai rischi correlati alla presenza di mercurio. Questi allarmi, spesso privi di basi scientifiche, possono generare confusione e incertezze, facendo dimenticare i reali benefici del consumo di pesce. Sebbene esista un rischio legato alla presenza di mercurio in alcuni pesci, le evidenze scientifiche e le normative europee ci offrono una guida chiara. Abbiamo intervistato il professor Antonello Paparella, professore ordinario di Microbiologia degli Alimenti presso l'Università di Teramo, esperto di sicurezza alimentare e microbiologia degli alimenti. L'esperto ci ha aiutato a fare chiarezza sulle reali preoccupazioni riguardo al mercurio, su quanto tonno possiamo consumare in sicurezza, su quali precauzioni adottare per le categorie più vulnerabili - come bambini, donne in gravidanza e persone anziane - e come imparare a leggere le etichette.

Vanno per la maggiore, soprattutto a mezzo social, contenuti che ‘prendono di mira’ il classico tonno in scatola che viene indicato come “pericoloso” per via del mercurio al suo interno. Quanto c’è di vero in termini di evidenze scientifiche?

"Da decenni, la possibile presenza di mercurio nel pesce è uno dei rischi maggiormente percepiti dalla popolazione. In un recente studio condotto in Liguria e pubblicato su una rivista internazionale, il rischio chimico rappresentava l’81% dei fattori di rischio percepiti dai consumatori abituali di pesce. Questo risultato, peraltro, riflette proprio gli effetti della comunicazione che spesso mette in luce solo il rischio e trascura il beneficio derivante da un alimento.........

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