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“La difterite? Senza vaccino, bimbi ‘in guerra' contro i batteri”

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20.08.2026

“Senza vaccino, bimbi ‘in guerra' contro i batteri”. Cosa dicono gli esperti sulla difterite. Ecco perché in Italia è (quasi) debellata

“Senza vaccino, bimbi ‘in guerra' contro i batteri”. Cosa dicono gli esperti sulla difterite. Ecco perché in Italia è (quasi) debellata

Dopo decenni senza casi pediatrici, il sospetto decesso della bimba di Palermo riaccende l’allarme degli infettivologi: la vaccinazione resta l’arma principale contro una delle infezioni batteriche più gravi

Cosa dicono gli esperti sulla difterite

Articolo: Cos’è la difterite, la malattia respiratoria contagiosa che ha ucciso una bimba a Palermo. Come si trasmette: sintomi, cure e prevenzione

Una bambina di 4 anni è morta a Palermo per un sospetto caso di difterite, una malattia infettiva oggi rarissima in Italia ma ancora presente nel mondo. La piccola, secondo quanto riferito dai sanitari, non era stata vaccinata contro la malattia.  Il caso ha riportato al centro una domanda: com’è possibile che nel 2026 una malattia quasi scomparsa possa ancora provocare una morte? La risposta riguarda il ruolo della vaccinazione e il fatto che la difterite, pur essendo stata eliminata nella maggior parte dei Paesi europei, non è mai completamente sparita dal pianeta.

Rezza: “Senza il vaccino, il rischio non è trascurabile”

Sul caso di Palermo è intervenuto Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che ha richiamato l’attenzione sul fatto che la difterite continua a circolare in alcune aree del mondo. "Purtroppo il rischio di acquisire la difterite nelle persone non vaccinate non è trascurabile. Infatti l'infezione è presente in un'ampia area geografica, dall'Est Europa all'Africa, tanto per dare un'idea della possibilità di contatto che abbiamo con persone potenzialmente infette. Per questo è necessario vaccinare i bambini con il vaccino esavalente e ricordarsi di eseguire i richiami previsti dai calendari vaccinali".

L’esperto ha ricordato che in Italia gli ultimi casi autoctoni risalgono agli anni Novanta: "Gli ultimi casi autoctoni si sono registrati negli anni '90. In seguito saltuariamente sono stati riscontrati rari casi importati ma di difterite cutanea". La popolazione più vulnerabile resta quella dei bambini non vaccinati, perché non hanno mai sviluppato una protezione contro la tossina. Il vaccino, infatti, contiene una anatossina, cioè una versione inattivata della tossina........

© Quotidiano