Vespa velutina, le prime regine a caccia di zuccheri. L’entomologa: “Questo è il periodo giusto per piazzare le trappole”
Le prime regine di Vespa velutina sono in volo a caccia di zuccheri per riprendersi dalla pausa invernale (foto Laura Bortolotti)
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Roma, 13 marzo 2026 – Stanno arrivando, con i primi tepori della primavera imminente. Le prime regine di Vespa velutina, specie aliena invasiva, nemica delle api, cominciano a farsi vedere in giro “ed è stato individuato anche qualche abbozzo di nido, ad esempio nelle zone costiere e più calde della Toscana e della Liguria”. Laura Bortolotti, entomologa di Crea e anima del progetto Stopvelutina, ha già scritto agli apicoltori “perché questo è il periodo perfetto per piazzare le trappole”.
Le trappole per le Vespe velutine
Ma come si ‘ingabbiano’ i calabroni dalle zampe gialle? Con le bottiglie di plastica riempite di birra, “perché la prima cosa che fa una regina quando esce dalla diapausa è proprio quella di cercare lo zucchero, ne ha bisogno per recuperare le riserve energetiche che ha perso durante l’inverno”. In un secondo tempo Vespa velutina “comincia a costruire il nido, poi depone le prime larve. Noi abbiamo già scritto di piazzare le trappole proprio perché le prime regine che cercano zuccheri possono essere attratte dalle bottiglie dove c’è la birra”.
Lezioni di radiotelemetria anche in Emilia Romagna
La diffusione di Vespa velutina in Italia ci consegna una mappa da aggiornare continuamente. Tra le regioni più problematiche ci sono Liguria e Toscana. Ma nidi sono stati segnalati in molte altre aree, dal Piemonte al Veneto, dall’Emilia Romagna alla Lombardia. Tra le ultime segnalazioni la Sardegna, l’estate scorsa è stato prontamente neutralizzato un nido nella provincia di Lanusei. Determinante la radiotelemetria, che è stata usata anche sull’Appennino bolognese, a Vidiciatico. Proprio in Emilia Romagna Crea ha iniziato a febbraio un corso per addestrare gli apicoltori a questa tecnica, i partecipanti sono decine. Osserva Laura Bortolotti: “Viene molto consigliata nelle zone di nuovo arrivo in modo che, con il primo esemplare, si possa subito andare a cercare il nido per distruggerlo. Ma in questo periodo, caratterizzato dai primi voli delle regine, in realtà se si trova un esemplare si uccide e il problema dovrebbe essere risolto così. Invece più avanti, se si trova un esemplare in una zona dove non ci sono ancora segnalazioni, bisogna cercare subito il nido ed eliminarlo. In Sardegna la radiotelemetria sembra sia stata efficace. A parte che nell’isola c’è già il problema, non banale, di Vespa orientalis”.
Il fattore calabrone asiatico e la crisi delle api
Ma quanto incide la Vespa velutina sulla crisi delle api e dell’apicoltura in Italia? “Non è così semplice rispondere – chiosa l’entomologa di Crea -. Ma la percentuale di mortalità stimata è nell’ordine del 30%. Ma stiamo parlando di aree come la Liguria e la Toscana del Nord”. Invece quanto pesano cambiamento climatico e gestione del verde urbano? In questo caso “è ancora più difficile rispondere, anche se naturalmente quando le api mangiano bene sono meno vulnerabili a tutto il resto”.
Impollinatori, cos’è il progetto Buzz Lines
Sul verde urbano è partito un progetto interessante, si chiama Buzz Lines (piste ronzanti), “alcuni Comuni in Italia, Roma, Siena, Varese, Campobasso, il circondario di Imola più alcuni paesi, si sono impegnati a promuovere una gestione del vVerde e una riqualificazione dei giardini per gli impollinatori per i prossimi cinque anni lasciando spazi per gli impollinatori e creando delle aree di connettività tra vari ambienti per non isolarli e per non lasciarli senza risorse”.
Ma alla fine, da studiosa degli insetti, considera Vespa velutina più nemica o più interessante da studiare? “Alla fine mi sta simpatica – sorride Bortolotti -. In realtà nell’approccio con le specie aliene l’elemento emotivo è molto importante. Alla maggior parte delle persone il calabrone non piace, quindi è facile pensare di sterminarlo. Ma quando si comincia a parlare dello scoiattolo grigio o del procione le persone si sconvolgono. Mentre l’idea di far fuori un calabrone non dispiace quasi a nessuno. Alla fine, facendo un bilancio, direi che Vespa velutina va almeno limitata”.
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