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Autovelox e omologazione (necessaria), davvero la Cassazione ha cambiato idea? /

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10.04.2026

Una postazione fissa per il rilevamento della velocità, simile a quelle che saranno attivate nella frazione dell’Anselmo (foto d’archivio)

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Roma, 10 aprile 2026 - Ma davvero la Corte di Cassazione ha cambiato idea sulla necessità di omologazione degli autovelox con l’ordinanza 7374/2026? No. Basta leggere il testo. Che al contrario riafferma la necessità di quel passaggio – e non potrebbe essere altrimenti – anche se respinge il ricorso dell’automobilista multata, che è stata condannata anche al pagamento delle spese, perché il dispositivo in questione era stato sottoposto a taratura un anno prima.

Ma come è possibile che un’ordinanza stabilisca in sostanza due cose diverse? Per fare chiarezza, abbiamo rivolto tre domande a Luigi Vingiani, segretario nazionale della Confederazione giudici di pace.

1. Autovelox non omologati: la Cassazione ha cambiato idea?

La prima domanda è proprio questa: la Corte di Cassazione ha cambiato idea sugli autovelox non omologati?

“No – risponde Vingiani -. E lo scrive chiaramente, in premessa”. Ecco il passaggio: “L’Amministrazione deve offrire la relativa prova positiva, mediante la produzione di apposite certificazioni di omologazione e conformità, non potendo peraltro ricorrere a mezzi alternativi di attestazione o dimostrazione del corretto funzionamento dei detti apparati”. Nell’ordinanza della Suprema Corte vengono anche richiamate le sentenze Poi richiama le sentenze, 14597 del 2021, 10463 del 2020.

2. Perché la taratura prevale sull’omologazione?

Ma allora perché la verifica sulla taratura – che risultava risalire a un anno prima – prevale sul criterio base dell’omologazione? “Questa ordinanza è contraddittoria – riconosce il segretario nazionale della Confederazione giudici di pace -. La Corte richiama le precedenti sentenze della Cassazione ribadendo che spetta all’amministrazione la prova positiva della iniziale omologazione e della periodica taratura dello strumento. Indipendentemente dalla conclusione, la parte importante è il richiamo ai principi generali, considerati ormai pacifici, in cui è necessaria l’omologazione”.

Però l’automobilista ha avuto comunque torto. A questo punto, potrà rivolgersi a una Cassazione bis? “No – chiarisce Vingiani, che è anche avvocato -. Si può fare solo per gli errori materiali. Ma non è questo il caso”.

3. L’ordinanza 7374 potrà fare scuola?

E che cosa potrà accadere ora? In attesa del decreto di Matteo Salvini, atteso a maggio, testo che dovrebbe sanare finalmente il nodo omologazione, questa ordinanza farà scuola? “Intanto riguarda solo la decisione del caso in esame – è l’analisi del segretario Confederazione giudici di pace -. Ha una funzione di orientamento ma non l’obbligo di essere seguita. Ad avere maggior forza è la Cassazione a sezioni unite, quando si deve risolvere un contrasto tra diversi orientamenti giurisprudenziali”.

Autovelox e omologazione (necessaria), davvero la Cassazione ha cambiato idea?

Cosa dice davvero l’ordinanza 7374/2026 che ha generato molti equivoci. Luigi Vingiani, segretario nazionale Confederazione giudici di pace: “Perché il testo è contraddittorio e quali possono essere le conseguenze”

Le parole sulla sentenza della Corte Costituzionale

Riaffermato il principio della necessaria omologazione

Analogo criterio vale per qualsiasi ipotesi di accertamento di infrazioni al codice della strada eseguito mediante il ricorso ad apparati l’Amministrazione deve offrire la relativa prova positiva, mediante la produzione di apposite certificazioni di omologazione e conformità, non potendo peraltro ricorrere a mezzi alternativi di attestazione o dimostrazione del corretto funzionamento dei detti apparati.

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