Autolovex e multe: nello stesso giorno la stessa sezione della Cassazione ha respinto e accolto due ricorsi diversi /
Una postazione fissa per il rilevamento della velocità, simile a quelle che saranno attivate nella frazione dell’Anselmo (foto d’archivio)
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Roma, 10 aprile 2026 – Nello stesso giorno – il 26 marzo 2026 – la seconda sezione civile della Cassazione, con gli stessi 5 magistrati, con due ordinanze arriva a conclusioni opposte sui ricorsi per multe da autovelox: in un caso dà torto e nell’altro dà ragione all’automobilista. Ma come si spiega? Andiamo con ordine.
Cassazione, due ordinanze dall’esito opposto nello stesso giorno
“L’avvocato Gino Zambianco proponeva opposizione avverso il verbale redatto dalla Polizia locale di Quero Vas”, per una violazione “accertata mediante apparecchiatura a postazione fissa. In specie, il ricorrente denunziava la mancata prova dell’illecito, la mancata omologazione, approvazione e taratura dell’autovelox, nonché la sua irregolare collocazione”. Questo chiariscono i magistrati della Suprema Corte nell’ordinanza 8797, la Camera di consiglio si è tenuta il 26 marzo, stesso giorno dell’ordinanza 7374 che ha dato torto al ricorrente.
Le parole del perito Giorgio Marcon
Il perito Giorgio Marcon del Centro tutela legale – il primo ad affermare, ormai anni fa, che nessun autovelox in Italia è a norma per mancanza di omologazione – non si meraviglia e osserva: “Nemmeno l’ordinanza 7374 ha negato l’obbligo di omologazione, anche se è stato scritto il contrario. Poi, chiaramente, molto dipende da come viene scritto il ricorso”.
L’opposizione dell’avvocato Zambianco
Non solo “il ricorrente denunziava la mancata prova dell’illecito, la mancata omologazione, approvazione e taratura dell’autovelox” ma anche “la sua irregolare collocazione, atteso che le particolari caratteristiche della strada provinciale interessata, priva di spartitraffico, banchina pavimentata e marciapiedi ai margini della carreggiata, non consentivano di eseguire gli accertamenti delle violazioni delle regole sulla circolazione stradale in modalità fissa. Costituitosi, il Comune di Quero Vas concludeva per il rigetto del ricorso e la conferma del verbale impugnato”.
Cosa ha stabilito l’ordinanza 8797
Il regolamento di attuazione del codice della strada, ricorda la Cassazione, “distingue le procedure di omologazione da quelle di approvazione. Le prime sono riferite ai prototipi delle apparecchiature di rilevazione della velocità, le cui caratteristiche fondamentali sono già indicate nel regolamento medesimo ed essi, una volta verificati, consentono di procedere alla produzione in serie delle apparecchiature di rilevazione utilizzabili come fonti di prova nei confronti degli utenti della strada. Le seconde, invece, sono riferite ai prototipi delle apparecchiature di rilevazione della velocità le cui caratteristiche fondamentali non siano già indicate nel regolamento medesimo, la cui approvazione consente alle case costruttrici di produrre in serie apparecchiature con le caratteristiche approvate, fermo restando che per la loro utilizzazione come fonti di prova nei confronti degli utenti occorre anche l'omologazione”.
Autovelox in attesa del decreto di Salvini
Secondo i magistrati della Seconda sezione civile non possono cambiare le carte in tavola nemmeno “pareri del direttore del Mit e circolari”, “che in ragione della mancata emanazione della normativa attuativa relativa alle omologazioni delle apparecchiature, pretendano di porre sullo stesso piano delle apparecchiature omologate quelle solo approvate”.
Infine, la Corte ricorda la giurisprudenza ormai consolidata che pone a carico dell’amministrazione l’onere di provare l’eccesso di velocità del conducente del veicolo”, e “tale prova va fornita mediante verbali che riportino quanto accertato da apparecchiature omologate”.
Resta da capire: che idea si può fare il cittadino della regola? Diciamo così: entrambe le ordinanze affermano la necessità dell’omologazione. Sull’accoglimento dei ricorsi, resta l’incertezza.
Aggiunge Marcon: “Ho collezionato decine di sentenze in cui la Cassazione chiede di fatto ai Comuni di ritirare i ricorsi, perché altrimenti si prospetta la lite temeraria. In sintesi: la Suprema Corte sugli autovelox non ha mai cambiato idea”.
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