menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

I bambini del bosco separati dalla mamma. “Divisione traumatica. Adesso un vicolo cieco” /

8 0
yesterday

Uno scatto della famiglia anglo-australiana, che viveva nel bosco di Palmoli

Articolo: "Basta slogan sulla famiglia del bosco. Lo Stato interviene se manca protezione”

Articolo: “Siamo i vostri nuovi amici, non vi lasciamo soli”. Sit-in davanti alla casa famiglia dopo il ritorno della mamma nel bosco

Articolo: La mamma del bosco allontanata dai figli. Il Tribunale: deve lasciare la casa famiglia

Articolo: Meloni attacca i giudici sulla famiglia nel bosco: “Decisioni ideologiche, l’allontanamento della mamma un trauma pesantissimo per i bimbi”

Roma, 7 marzo 2026 – Dottor Tonino Cantelmi, lei che si batte fieramente per il ricongiungimento, che cosa contesta principalmente alla decisione del tribunale?

“È una decisione incomprensibile. Era già eccessivo, rispetto ai problemi evidenziati, sottrarre i figli a genitori affettuosi, non abusanti o maltrattanti. Sono stati commessi una catena di errori in buona fede e anziché tornare indietro, valutando gli enormi progressi compiuti, è stato reiterato un provvedimento ancora più traumatico”.

Come sono i rapporti all'interno di quella famiglia?

“La coppia genitoriale è unita, non conflittuale, cementata dalla condivisione di un assetto valoriale impressionante e attenta ai figli. Molto meglio di tante famiglie borghesi, solcate da ipocrisie, tradimenti, conflitti ed egoismi”.

Ha riscontrato disagi nella crescita dei figli?

“No, i figli erano felici nel loro ambiente e con i loro genitori. Certo, la famiglia poteva essere presa in carico per migliorare alcuni aspetti, ma il rimedio adottato è stato a mio parere peggiore dei problemi e ora ancora di più”.

Ha riscontrato limiti alla capacità genitoriale degli adulti?

“No, come scrivono gli specialisti dalla Asl di Vasto i genitori sono un valido supporto emotivo per questi bimbi e per il loro vero benessere, e così si conclude la relazione degli specialisti: è necessario restituire ai figli i loro genitori. Questa relazione, come la documentazione da noi depositata, è stata sorprendentemente ignorata”.

Esiste una possibilità alternativa a quella giudiziaria per risolvere la vicenda?

“Purtroppo il percorso imboccato, a mio parere errato fin dall'inizio, è ora in un vicolo cieco. Tutti i nostri appelli alla collaborazione sono stati ignorati. Le istituzioni si sono irrigidite. Esprimo solo amarezza”.

Che cosa si augura alla fine?

“Intanto c’è già una fine straziante: 3 ore per allontanare Catherine dalla casa famiglia. Di sera, una scena straziante. Le due assistenti sociali, presenti sin dal mattino, in serata decidono di dare esecuzione alla ordinanza di allontanamento. Senza preparare i bambini, che si accorgono di quanto succede. La bimba più grandicella, con la febbre, si aggrappa alla madre. Gli altri due hanno reazioni che non riferisco, ma strazianti. La nonna, 81 anni, e la zia, psicologa, presenti si incaricano di consolare questi bimbi. Catherine esce dalla casa famiglia in questo modo. È questa la mediazione opportuna? E’ questa l'empatia, l’accoglienza e il sostegno che le istituzioni offrono? E’ tutto giusto? Non sono modalità altamente traumatiche per questi bimbi? Come cittadino sono indignato. Come professionista incredulo”.

© Riproduzione riservata


© Quotidiano