Perché frenare l’AI, lo spiega il professore: “Se diventa più intelligente di noi, rischiamo di non accorgercene nemmeno”
Antonio Cisternino, professore dell'Università di Pisa, spiega perché i nomi più influenti legati all'AI chiedono di rallentare con lo sviluppo delle tecnologie
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Firenze, 14 settembre 2026 – “Perché è necessario rallentare con l’AI? Il pericolo non è solo perdere il controllo, è non essere più in grado di capire che la macchina è diventata più intelligente di noi”. L’allarme lanciato dai grandi nomi della tecnologia non è una trama da film di fantascienza, ma una concreta riflessione sul futuro prossimo (e a queste velocità potremmo dire anche presente). Ne parliamo con Antonio Cisternino, professore e ricercatore all’Università di Pisa, unico italiano tra i 300 docenti selezionati dall’Academy di OpenAI.
Amodei, Altman, Musk: tre dei nomi più influenti dell’industria dell’AI hanno lanciato un allarme chiedendo di rallentare. Cosa sta succedendo?
“L’intelligenza artificiale è uno strumento straordinariamente utile, ma presenta un problema di fondo: non sappiamo esattamente come funzionano questi sistemi. Sappiamo come costruirli, ma non comprendiamo appieno i meccanismi per cui agiscono in un determinato modo. Noi siamo come apprendisti stregoni: mescoliamo degli ingredienti e otteniamo qualcosa, che in questo caso sembra pensare in modo autonomo. Tuttavia, non sappiamo perché pensi e, soprattutto, non sappiamo cosa stia pensando”.
“Sempre più spesso le macchine mostrano comportamenti cosiddetti ‘emergenti’, ovvero azioni che non erano state richieste né........
