menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

“Domenico è morto tra le lacrime dei genitori”. Gli ultimi attimi di vita raccontati dal cappellano del Monaldi: “Storia tragica”

12 15
21.02.2026

Napoli, 21 febbraio 2026 – "È morto tra le lacrime dei genitori. È stato un momento molto duro”. È il cappellano dell’ospedale Monaldi, padre Alfredo Tortorella, a raccontare gli ultimi istanti di vita del piccolo Domenico, il bimbo di 2 anni e mezzo deceduto questa mattina per un arresto cardiaco. Una storia che ha straziato l’Italia intera, con tante ombre e punti oscuri su cui dovrà fare luce la procura. 

Il racconto del cappellano: gli ultimi atti di vita di Domenico 

“Stamattina – racconta il cappellano all’agenzia di stampa cattolica Sir – ero con la mamma del bambino, dalle 7.45 al suo capezzale, perché nella notte mi era giunto il sentore che si fosse aggravato. Ho avvisato l'arcivescovo Battaglia, il quale ha procrastinato i suoi appuntamenti per venire. Nel giro di mezz'ora è arrivato dalla curia”.

Il piccolo – che da mesi era in terapia intensiva attaccato all’Ecmo, la macchina per la circolazione extracorporea che supporta temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni in mancanza di un cuore funzionante – si era aggravato ieri sera. Il mandato dell’ospedale era evitare l’accanimento terapeutico, ma il bimbo era sedato per evitargli un inutile dolore negli ultimi attimi di vita. Poi questa mattina l’arresto cardiaco e l’ultimo respiro. 

Vicino a lui c’erano i genitori – la mamma Patrizia e il papà Antonio – i “padrini di battesimo e i e dei medici che gli erano accanto”, racconta padre Alfredo. “Siamo rimasti lì tutto il tempo, fino a quando il bambino non è spirato, accanto alla madre. È entrato anche il papà ed è stato presente nel momento finale”, ricorda il cappellano dell’ospedale. 

“Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato”. Tutta l’Italia piange. Meloni: “Si faccia piena luce sulla vicenda”

"È una storia tragica. Ma non si può parlare di accanimento terapeutico”

Padre Tortorella sottolinea la gravità della vicenda che, per settimane, ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso. “Una storia tragica, che ha sconvolto non solo la famiglia ma l'intero Paese. È una triste storia, una storia brutta”, dice il cappellano. 

Quanto invece ai dubbi su un presunto accanimento terapeutico, il padre Camilliano replica: “Io vivo all'interno del Monaldi tutti i giorni. Ho colto dall'esterno uno sfogo, sentenze di ogni tipo. Per chi sta dentro la prospettiva è diversa. C'è una legge del 2017 che regola questi aspetti e non si può fare eutanasia. Non si può parlare di accanimento terapeutico quando non c'è, perché non è etico né morale".

“Mamma Patrizia, esempio di forza”

Poi il cappellano parla della mamma. “Patrizia – dice Alfredo Tortorella – è una donna molto forte. Ha ripetuto più volte: 'Voglio che mio figlio non sia dimenticato'. Stamattina, prima che arrivasse l'arcivescovo, le ho detto: noi non ci dimenticheremo di Domenico, ma non ci dimenticheremo neanche di te, perché hai dato un esempio di forza, di fortezza e di maternità. Tu sei mamma al cento per cento”.  

Dal “cuore bruciato” all’arresto cardiaco: la terribile storia del bimbo trapiantato. La ricostruzione e i punti dell’inchiesta

E sul trapianto: “Gli errori ci sono, ma sono gli stessi medici che per 2 anni gli hanno salvato la vita”

"Lei suo marito non hanno mai avuto l'ardire di polemizzare. Sono stati sempre di una grande dignità, anche perché i medici che oggi vengono messi in discussione sono gli stessi che in precedenza l'avevano salvato", aggiunge il cappellano

“Patrizia e Antonio sono persone giuste, che sanno realmente come sono andate le cose. Purtroppo gli errori ci sono, noi commettiamo errori. Molti di questi, a volte, sono fatali. E ne paghiamo lo scotto tutti quanti. Ma c'è un iter terapeutico e medico portato avanti in due anni e mezzo. Tutto questo va riconosciuto".

Padre Tortorella, nell'intervista all'agenzia dei vescovi, conclude: “Bisogna risorgere. Come comunità, come Chiesa. La testimonianza di questa madre, il suo desiderio che Domenico non venga dimenticato, è già un seme di speranza". 

Truffe social a nome di Domenico: raccolte fondi illegali. L’appello: “Vi prego non fate bonifici”


© Quotidiano