Dove si trovano i ‘metalli del potere’: la mappa delle nuove El Dorado (e quali minerali strategici abbiamo in Italia)
La mappa dei 'metalli del potere'
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Roma, 28 maggio 2026 – Li chiamano ‘i metalli del potere’ (come il titolo di un recente saggio del giornalista californiano Vince Beiser) per il loro ruolo cruciale nella transizione alla cosiddetta “era elettro-digitale”. Già, perché la produzione di batterie elettriche, pannelli fotovoltaici e turbine eoliche non può prescindere dalle materie prime critiche, che si dimostrano tanto strategiche per le nostre economie quanto ad alto rischio di fornitura. I metalli del potere – fra gli altri, nichel, cobalto, niobio (fondamentale per la realizzazione di turbine eoliche), rame, litio, silicio – condizionano le scelte attuali dei governi e tracciano i confini di crisi geopolitiche già in corso o pronte a esplodere. Vediamo, allora, quali sono i Paesi più ricchi, quali i più attivi nella corsa all’accaparramento e che ruolo può giocare l’Italia nella partita globale sui minerali strategici.
Le materie prime critiche: cosa sono e a cosa servono
Quali sono i materiali strategici per l’AI
Geografia delle risorse minerarie strategiche
I produttori di silicio: Cina in testa
Il triangolo del litio
Le miniere di cobalto
La corsa alle terre rare dopo l’elezione di Trump
E l’Europa? Import monstre dalla Cina
I minerali strategici in Italia
Le materie prime critiche: cosa sono e a cosa servono
Il sito web ufficiale del ministero delle Imprese e del made in Italy definisce ‘materie prime critiche’ tutti i materiali di importanza economica strategica per l’Europa, caratterizzati da alto rischio di fornitura. Fondamentali per numerose attività industriali, sono cruciali per la transizione ecologica, per la difesa e l’elettronica di consumo: la domanda, pertanto, è prevista in continua crescita nei prossimi anni.
Si stima, per esempio, che al 2030 l’Europa avrà bisogno di 18 volte più litio e 5 volte più cobalto rispetto ai livelli attuali per la fabbricazione di batterie per veicoli elettrici e stoccaggio di energia. Nel 2050, questo fabbisogno crescerà a 60 volte più litio e 15 volte più cobalto rispetto ai livelli attuali.
Per il neodimio, già nel 2025 potrebbero servire 120 volte l’attuale domanda dell’Unione Europea (dati Mimit). L’elenco delle materie prime critiche è in continuo aggiornamento (l’Ue ne aveva individuate 14 nel 2011, già aumentate a 30 nel 2020) e nel novero sono comprese le terre rare: 17 elementi chimici, tra cui neodimio, disprosio, europio, erbio, ittrio e lantanio, necessari per la produzione di magneti permanenti, turbine eoliche, dispositivi elettronici e tecnologie militari. Si chiamano così non perché siano particolarmente rare in natura, ma perché i processi di estrazione e raffinazione risultano complessi e costosi, sia dal punto di vista ambientale che economico.
Quali sono i materiali strategici per l’AI
I materiali per i quali la domanda globale è in più rapida crescita sono, naturalmente, quelli rilevanti per lo sviluppo delle tecnologie di........
