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Il futuro dell’Iran. “Non è il Venezuela. Il regime può mutare”

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08.03.2026

Ali Larijani, capo della Sicurezza in Iran (Afp)

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⯈Roma, 8 marzo 2026 –  È difficile ipotizzare una soluzione venezuelana per la nomina della Guida suprema, come auspicato a più riprese da Donald Trump. È questa una delle sintesi che emergono dalle parole di Nicola Pedde, direttore generale dell’Institute for global studies (Igs) ed esperto di geopolitica del Medio Oriente. Sul tavolo restano però una serie di scenari complessi da poter pronosticare con certezza. 

Direttore, Trump potrà scegliere la Guida suprema?

"La vedo difficile che ci possa essere una nomina eterodiretta dagli Stati Uniti. Il centro gravitazionale del potere è il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, presieduto da Ali Larijani. Si tratta di una camera di compensazione che ha visto la seconda generazione del potere, quella che esprime sostanzialmente tutta l’ala dei pasdaran, salire al comando. Si tratta di un gruppo in larghissima misura del fronte dei conservatori, che al suo interno registra la minoranza degli ultraconservatori – che hanno posizioni molto aggressive nei confronti degli Usa e nutrono una forte sfiducia verso il negoziato – e una maggioranza di tradizionalisti. Quest’ultimi potrebbero anche avere un interesse a trovare un accordo con gli Usa, ma non nei termini previsti da Donald Trump. Il punto è che per i conservatori cedere spazi di potere significherebbe probabilmente causare una sollevazione popolare che li farebbe cadere e magari giustiziare. Di conseguenza hanno optato per il conflitto, regionalizzando la guerra, con l’obiettivo di reggere alcune settimane nella speranza di provocare un forte impatto economico e politico negli Usa tanto da spingere Trump a negoziare”.

Che cosa potrebbe succedere se l’Iran perdesse la guerra?

"Si potrebbero aprire due scenari diversi. Il primo sarebbe quello in cui Teheran manterrebbe comunque una capacità securitaria intatta, in grado di impedire la sollevazione popolare. In questo caso bisognerebbe domandarsi come gestire questa fase. L’altro, invece, sarebbe il caso in cui cadrebbe anche il regime. Non sappiamo però chi potrebbe governare il Paese, considerando che la compagine interna difficilmente potrebbe farlo, dato che in virtù della repressione non è stato possibile organizzare una vera e propria opposizione al governo. E anche il figlio dello scià appare un’incognita, non sapendo se sia il candidato preferito dal popolo".

Che cosa dobbiamo aspettarci come prossima Guida suprema?

"Dobbiamo chiederci prima di tutto se il sistema attuale, emerso dalla crisi militare e dal consolidamento della seconda generazione, voglia esprimere una nuova Guida suprema. Questa seconda generazione nasce all’interno dell’apparato militare e non sappiamo se voglia essere subordinata a una componente clericale. Dal loro punto di vista, converrebbe una trasformazione del Paese in chiave fortemente presidenzialista”.

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