I minori scomparsi in Italia sono 11.000, la storia di Kata è l’ultimo giallo
Roma, 16 febbraio 2026 – Sulle circa 25mila denunce di scomparsa registrate in Italia nel 2025, il 70-75% riguarda minori. E se oltre l’80% dei casi è stato risolto, scorrendo le foto dei bambini e degli adolescenti svaniti nel nulla – per la maggior parte minori stranieri non accompagnati – saltano agli occhi le cause principali: «perso ogni contatto con i genitori dopo il naufragio nel Canale di Sicilia»; «allontanato dal centro di accoglienza»; e, ancora, nei casi di separazione, «non riconsegnati» al genitore affidatario.
Nei primi otto mesi dello scorso anno – stando all’ultimo aggiornamento della Relazione annuale dell’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse – nel nostro Paese è stata denunciata la scomparsa di 11.411 minori, 47 al giorno: 799 bambini entro i 13 anni e 10.612 minori tra i 14 e i 17 anni. Sugli 8.059 stranieri ne sono stati ritrovati 2.889; dei 3.352 italiani hanno fatto, invece, ritorno a casa in 2.486. Tutti casi che possono essere ricondotti a sottrazione attuata da un familiare o alla fuga volontaria. L’ultimo episodio classificato nel nostro Paese sotto la dicitura ‘rapimento’ – spiega Emanuela Zuccagnoli, presidente nazionale dell’Associazione Penelope – riguarda Mia Kataleya Chiclio Alvarez, scomparsa il 10 giugno 2023, a soli 5 anni, dall’Ex Hotel Astor di Firenze. Sebbene casi come quello della piccola Kata – sul quale l’associazione Penelope, denunciando «la scarsa vicinanza alla storia da parte delle città di Firenze», invita a tenere alta l’attenzione – siano rari, Zuccagnoli, alla luce dei recenti fatti di cronaca, invita i genitori a non abbassare la guardia.
Il caso dell’Esselunga di via Corridoni, a Bergamo, non è isolato. Negli ultimi giorni, a Roma, la polizia sta sensibilizzando i presidi e il personale scolastico delle scuole di zona affinché intensifichino la vigilanza con particolare riguardo alla verifica delle deleghe al ritiro dei minori e segnalino con urgenza eventuali presenze sospette dopo che una donna, spacciandosi per baby sitter, ha tentato di rapire una bambina di 3 anni alla scuola dell’infanzia comunale ‘Guglielmo Oberdan’ a Monteverde. Un caso simile è stato segnalato anche nella scuola Lola Di Stefano, nello stesso quartiere. A inizio gennaio a Bari, i carabinieri hanno arrestato in flagranza un 35enne del luogo che ha strappato una bambina di 5 anni alla madre tentando di allontanarsi. E, ancora, solo per citare i casi più recenti, lo scorso novembre in stazione a Padova un ragazzo di 22 anni, poi catturato dalle forze dell’ordine, dopo aver colpito un giovane padre è scappato con la sua piccola custodita nel passeggino.
Dai problemi di salute di mentale, di cui sono spesso affette persone senza fissa dimora, a gesti di follia da parte di donne alla disperata ricerca di un figlio – come nel celebre caso di Sebastiano Notarnicola – sono diverse le cause dietro i, sempre più frequenti, tentativi di rapimento. Non bisogna, tuttavia, sottovalutare anche la pista più spaventosa del traffico internazionale. «Potrebbe esserci anche una ricerca di bambini volta a un trasferimento all’estero. La mamma di Kataleya – afferma Zuccagnoli – sostiene che sua figlia possa essere stata venduta».
