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“2026 is the new 2016”: perché stiamo tutti rimpiangendo l’anno che sembrava perfetto

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07.02.2026

Il 2026 si è aperto sotto il segno della nostalgia per il 2016. Nelle prime settimane dell’anno, il web si è riempito di immagini, ricordi e caroselli dal sapore malinconico, tutti rivolti a quell’anno diventato improvvisamente un riferimento emotivo condiviso. Tra caption e post ricorrenti, è tornata spesso una stessa formula: “2026 is the new 2016”, ovvero “il 2026 è il nuovo 2016”. Ma perché il 2016 continua a mancarci così tanto? E quali sono i motivi che alimentano questa nostalgia collettiva?

Il 2016 ha rappresentato, forse, l’inizio della concezione dei social che conosciamo oggi. È l’anno in cui emergono i primi influencer, con Chiara Ferragni nel ruolo di pioniera, ma per la maggior parte degli utenti le piattaforme restavano ancora uno spazio di espressione, non un tribunale permanente. Instagram, che proprio nel 2016 fu protagonista di un rebranding destinato a segnare un prima e un dopo nella storia dell’app, era ancora una sorta di diario digitale: una vetrina personale dove condividere frammenti di vita quotidiana, spesso impreziositi da filtri retrò, colori imperfetti e animazioni ingenue, lontane dall’ossessione odierna per la perfezione e per il fotoritocco.

Oggi, invece, Instagram........

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