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Benzina, slitta il taglio delle accise mobili. L’ira di autotrasportatori e consumatori: “Ritardi gravissimi”

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11.03.2026

I prezzi di benzina e diesel in una stazione di servizio. A destra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, 68 anni

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Roma – Non arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri il decreto antirincari. Per ora il Mef, il dicastero che può attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, con uno sconto sul prezzo dei carburanti, ha deciso di avviare ulteriori verifiche. E lo stesso stanno facendo, in queste ore, tutti i ministeri coinvolti sul dossier prezzi. Se ne parlerà nella prossima riunione.

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Un rinvio che ha fatto infuriare l’opposizione e ha acceso un nuovo fronte di polemiche con le categorie più esposte al caro-carburanti, dai consumatori agli autotrasportatori, dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura fino alle aziende agricole, che chiedono interventi urgenti. Mentre in autostrada il gasolio ha toccato un nuovo picco massimo di 2,6 euro al litro. Il tutto mentre il prezzo del greggio sui mercati mondiali ha invertito la rotta dopo aver toccato, lunedì, la soglia dei 130 dollari al barile.

Accise su gasolio e benzina: cosa sono, quanto incidono sul prezzo e come funzionano quelle mobili

Anche se non c’è stato il provvedimento atteso, il tema è stato affrontato a Palazzo Chigi, esaminando anche l’evoluzione delle quotazioni nelle ultime settimane. In un report elaborato dall’Osservaprezzi carburanti del Mimit si legge che negli ultimi dieci giorni le quotazioni più basse si sono registrate ieri sulla rete Eni (gasolio 1,94, benzina 1,78), mentre, sull’altro versante, quelle più alte ci sono state sulla rete IP (gasolio 2,05, benzina 1,83).

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Se si allarga lo sguardo dall’inizio del conflitto a oggi, Eni ha ritoccato i prezzi di 19 centesimi per il gasolio e di 9 per la benzina. L’aumento più significativo si è registrato, invece, lungo la rete Tamoil (+34 centesimi sul gasolio e +15 sulla benzina). Il problema è che, con questi numeri e a poco più di una decina di giorni dalla fiammata dei prezzi, l’eventuale taglio previsto con il meccanismo delle accise mobili, che fa leva sull’extra-gettito dell’Iva che grava per il 22% sul prezzo finale dei carburanti, non avrebbe potuto superare la soglia dei 5 centesimi. Molto meno dei 25 centesimi decisi nel 2022 da Draghi, che però poteva contare su un tesoretto raccolto in più di tre mesi di extragettito, per di più esteso a tutti i generi di consumo.

C’è poi un ulteriore dato che il Mimit, guidato da Adolfo Urso, ha messo in evidenza. Il sistema dei controlli anti-speculazione, attivato già da lunedì, ha cominciato a dare risultati concreti. Tanto che, come ha fatto rilevare ieri il senatore di FdI Matteo Gelmetti, l’Italia è il Paese che, tra le grandi economie industriali europee, ha registrato l’aumento più basso dei prezzi alla pompa: +1%, contro il 4% della Germania e il 3% della Francia. Per venerdì il ministro delle Imprese ha già deciso una nuova convocazione della Commissione di allerta sui prezzi.

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L’obiettivo è duplice: fermare sul nascere ogni tentativo di speculazione ed evitare che le tensioni sui prezzi possano riaccendere l’inflazione. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sottolinea che “il problema sta a monte: penso a qualche compagnia petrolifera che è molto veloce ad aumentare i prezzi a poche ore dallo scoppio di una crisi e non è altrettanto rapida a ridurli quando le crisi rientrano”.

Perché il diesel sta salendo (molto) più della benzina. Il prezzo della paura

D’accordo il collega degli Esteri, Antonio Tajani: “Saremo inflessibili. Siamo pronti anche a sanzionare chi specula finanziariamente facendo pagare di più la bolletta o la benzina al cittadino”. Per il Codacons sarebbe comunque, necessario un taglio fra i 15 e i 20 centesimi. Quanto basta per evitare, secondo i calcoli di Assoutenti, un aggravio di circa 830 milioni sui prezzi dei generi alimentari per le famiglie. In allarme, infine, Coldiretti: “Rischiamo di perdere circa 2 miliardi in termini di valore, a livello nazionale, per quanto riguarda le esportazioni, soprattutto per tutti i prodotti deperibili”.

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