Benzina, la mappa dei rincari di Mr Prezzi: ecco i distributori dove fare il pieno costa di più
Le tabelle con i prezzi dei carburanti ai distributori di benzina
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Al ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, l’attenzione è massima. Soprattutto per combattere le speculazioni sempre in agguato quando ci sono forti oscillazioni dei prezzi del greggio. Tanto che il responsabile del Mimit ha già riunito per due volte la “Task force” che vigila sulle quotazioni dei carburanti. Anche perché i rincari hanno effetti a cascata su tutta la filiera dei prezzi, con un rischio reale di inflazione. L’obiettivo è evitare quello che avvenne nel 2022, quando il carovita sfiorò il 12%.
Le tabelle ai distributori Eni, Ip e Tamoil
Considerando i prezzi medi alla pompa praticati dalle quattro principali compagnie petrolifere presenti in Italia, emerge che quello più basso si registra oggi lungo la rete dell’Eni (gasolio 1,94 €/l, benzina 1,78 €/l), mentre, sull’altro versante, il prezzo più alto è quello praticato nella rete Ip (gasolio 2,05 €/l, benzina 1,83 €/l).
Se si allarga lo sguardo dall’inizio del conflitto a oggi, lungo la rete Eni i prezzi sono aumentati di 19 cent al litro per il gasolio e di 9 cent per la benzina. L’aumento più significativo si è registrato, invece, lungo la rete Tamoil (+34 cent/l sul gasolio e +15 cent/l sulla benzina).
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Speculazione sotto tiro
La situazione resta critica ma il potenziamento dei controlli, attivati già da lunedì dal Mimit, dimostra che il meccanismo sta dando i suoi frutti. “Secondo il Weekly Bulletin della Commissione europea, nei primi giorni delle tensioni con l'Iran, l'Italia è il Paese tra le grandi economie industriali europee con l'aumento più basso dei prezzi alla pompa: +1%, contro +4% in Germania (quattro volte tanto) e +3% in Francia (tre volte tanto), peraltro partendo entrambe da prezzi già più alti di quelli italiani”, spiega in una nota il senatore di Fratelli d'Italia Matteo Gelmetti.
“Mentre Pavanelli e Appendino si affannano a screditare il monitoraggio dei carburanti del Mimit e il lavoro di Mr. Prezzi, in Europa c'è chi fa l'opposto e prende spunto proprio dall'Italia per difendere i consumatori dagli aumenti alla pompa. Il Governo francese ha infatti annunciato un piano straordinario di controlli nelle stazioni di servizio per evitare rincari speculativi durante la crisi in Medio Oriente: esattamente ciò che il Mimit, con Mr. Prezzi, ha attivato già dieci giorni fa, all'inizio delle tensioni. Pavanelli e Appendino prendano appunti e facciano meglio i compiti a casa".
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La strategia contro gli aumenti
La verità è che, al momento, la speculazione si sta manifestando a monte della raffinazione, nel passaggio fra l’acquisizione del greggio e i prodotti già raffinati. A questo punto i margini di speculazione da parte delle compagnie petrolifere sono ridotti all’osso. A patto di non immettere sul mercato meno prodotto raffinato, applicando più velocemente i rincari. Ed è proprio su questo aspetto che si stanno concentrando i controlli avviati dal Mimit.
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Ci sono poi altri due fronti sui quali intervenire. In primo luogo quando ci sono scostamenti fra i prezzi praticati alla pompa e quelli medi del territorio. In questo caso Mr. Prezzi può intervenire sulla “black list” elaborata sul campo e verificare l’esistenza di eventuali speculazioni. Stesso discorso quando c’è uno scostamento, sempre alla pompa di benzina, fra i prezzi consigliati e quelli esposti. Anche se, fanno notare al Mimit, nella prima settimana di guerra i benzinai hanno adottato comportamenti estremamente responsabili, contenendo le dinamiche dei rincari. Un trend che, però, è cambiato negli ultimi giorni, anche sulla scorta delle aspettative degli aumenti. Anche su questo Mr. Prezzi potrebbe accendere un faro.
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