Il patrimonio di Peppino di Capri, non solo eredità artistica: un impero tra diritti d’autore, etichetta e la mega villa Castiglione
Il Concerto di Peppino di Capri a New York, nel 2019
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Roma, 11 luglio 2026 – La scomparsa di Peppino di Capri, morto all'età di 86 anni a Villa Castiglione dopo una lunga malattia, segna la fine di un'epoca per la musica italiana e apre la complessa pagina della gestione del suo patrimonio. Quando un artista di questo calibro lascia la scena, l'eredità non si misura semplicemente in termini finanziari, ma si estende a un valore immateriale, editoriale e d'immagine che ha radici profonde in oltre sessant'anni di successi internazionali. Il patrimonio dell'artista si articola principalmente su tre pilastri fondamentali: il catalogo editoriale delle canzoni, la proprietà immobiliare sull'isola e la discografia legata alla sua storica etichetta indipendente.
Il catalogo editoriale e i diritti d'autore
Il nucleo più redditizio e duraturo del patrimonio di Peppino di Capri è rappresentato dai diritti d'autore e dai diritti connessi (esecutivi) derivanti dalle sue opere. A differenza di molti interpreti puri, Peppino (all'anagrafe Giuseppe Faiella) è stato un raffinatissimo musicista, cantautore e pianista, firmando o legando indissolubilmente il proprio nome a brani che hanno fatto la storia del costume italiano. Il brano ‘Champagne’, scritto da Depsa, Jodice e Di Francia, pur non recando la sua firma come autore principale, rappresenta un asset economico formidabile. Essendo diventato un classico della........
