Delmastro: il caso Cospito, la pistolettata di Capodanno, le frasi sui detenuti, la Bisteccheria
L'ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro con il ministro Carlo Nordio (Ansa)
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Roma, 24 marzo 2026 – Le dimissioni di Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia e figura di primo piano di Fratelli d’Italia, sono l'epilogo di una parabola politica segnata da una costante esposizione mediatica e da una serie di controversie che hanno lambito i vertici del Dicastero di via Arenula e del Governo. La sua uscita di scena avviene dopo mesi di pressioni parlamentari e dibattiti accesi, alimentati da episodi che hanno spaziato dalla gestione di informazioni riservate a incidenti di cronaca, fino a dichiarazioni pubbliche che hanno suscitato reazioni nel mondo politico e civile.
Il caso Cospito e le rivelazioni in Aula
La notte di Capodanno e lo sparo di Rosazza
Le frasi sui detenuti
La vicenda della bisteccheria
Il caso Cospito e le rivelazioni in Aula
Il primo grande scoglio della permanenza di Delmastro al Ministero è legato alla vicenda dell'anarchico Alfredo Cospito, detenuto al regime di 41-bis. Tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023, il sottosegretario finisce al centro di un'indagine per rivelazione di segreto d'ufficio. La vicenda scaturisce dalle dichiarazioni del deputato Giovanni Donzelli, il quale, durante una seduta alla Camera, cita contenuti di conversazioni avvenute in carcere tra Cospito e alcuni esponenti della criminalità organizzata. Si scopre successivamente che la fonte di tali informazioni era stato proprio Delmastro, che aveva avuto accesso ai rapporti della polizia penitenziaria. Mentre la difesa di Delmastro ha sempre sostenuto che tali documenti fossero “a divulgazione limitata ma non segreti”, la Procura di Roma avvia un iter giudiziario che porta il sottosegretario all’imputazione coatta disposta dal Gip, nonostante la richiesta di archiviazione dei pm. La polemica politica si infiamma: le opposizioni gridano all'uso politico di informazioni riservate per colpire il Partito Democratico (i cui parlamentari avevano fatto visita a Cospito), mentre il Governo fa quadrato attorno al sottosegretario. Delmastro è stato condannato in primo grado a 8 mesi nel febbraio 2025.
La notte di Capodanno e lo sparo di Rosazza
Un altro episodio che ha segnato nettamente il mandato di Delmastro è avvenuto la notte di Capodanno tra il 2023 e il 2024, durante una festa nei locali della Pro Loco di Rosazza, nel biellese. Durante l'evento, un colpo d'arma da fuoco parte accidentalmente dalla pistola di proprietà del deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, ferendo lievemente il genero di un agente della scorta di Delmastro. Sebbene il sottosegretario non fosse presente nella stanza al momento dello sparo (si trovava all'esterno per caricare delle borse in auto), il coinvolgimento di persone a lui vicine e la presenza di un’arma carica a una festa istituzionale sollevano un polverone sulla gestione della sicurezza e sull'opportunità dei comportamenti della classe dirigente. L'episodio, pur non avendo conseguenze giudiziarie dirette per Delmastro, alimenta l'immagine di una gestione “disinvolta” delle relazioni di potere.
Le frasi sui detenuti
In tempi più recenti, Delmastro è tornato al centro delle cronache per alcune dichiarazioni rilasciate durante la presentazione di un nuovo modello di auto per la Polizia Penitenziaria per trasferire detenuti al 41-bis. Il sottosegretario ha affermato di provare “un’intima gioia” nel sapere che i detenuti trasportati nei nuovi mezzi non avrebbero avuto “alcun respiro” grazie a vetri oscurati e sistemi di isolamento. Queste parole hanno scatenato la reazione immediata di giuristi, associazioni per i diritti dei detenuti e dell'opposizione. Il Garante dei detenuti e diverse sigle sindacali hanno stigmatizzato il linguaggio utilizzato, ritenuto incompatibile con l'articolo 27 della Costituzione e con il principio di umanità della pena. Le critiche si sono concentrate sulla narrazione del trattamento carcerario come un atto di forza anziché come un percorso di riabilitazione gestito dallo Stato.
La vicenda della bisteccheria
A far traboccare il vaso la vicenda della nota ‘bisteccheria’. Delmastro è finito nella bufera per essersi messo in società con la figlia 18enne di Mauro Caroccia, ristoratore condannato per intestazione fittizia con l'aggravante del metodo mafioso, considerato vicino al clan camorrista Senesi. Le dimissioni arrivano dunque come sintesi di una pressione politica divenuta insostenibile. Se da un lato il Governo ha tentato a lungo di proteggere il sottosegretario, richiamando la presunzione di innocenza per i procedimenti giudiziari e ridimensionando le gaffes verbali a “iperboli comunicative”, il cumulo delle polemiche ha finito per appesantire l'azione del Ministero della Giustizia, con l'ultima “leggerezza” che ha reso indifendibile una posizione già traballante da tempo. “Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni pur non avendo fatto niente di scorretto - ha dichiarato l'ormai ex sottosegretario - ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità nell'interesse della nazione”.
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