Mps, scontro aperto in assemblea. Blackrock si schiera con Lovaglio
Luigi Lovaglio, 70 anni, è stato. licenziato per giusta causa. da Mps lo scorso 8 aprile
A Siena si gioca una partita che vale molto più di un rinnovo di poltrone: è una resa dei conti tra visioni opposte di banca e di governance. Lo scontro su Mps si accende con una mossa pesante: BlackRock rompe gli indugi e, secondo fonti di mercato, si schiera a favore della lista di Plt Holding che ricandida Luigi Lovaglio alla guida dell’istituto. Un segnale forte, che arriva dopo l’analoga posizione di Norges Bank Investment Management e che riapre i giochi alla vigilia del voto di domani in assemblea.
Il peso del fondo americano, il più grande del mondo, non è trascurabile. Al 2 aprile, BlackRock risultava titolare di una quota del 5,196%, poi limata al 4,98% nei giorni successivi. Una partecipazione rilevante, anche se resta da capire quale parte del pacchetto sia stata effettivamente depositata per l’assemblea. La scelta di appoggiare la lista alternativa guidata dall’ex ad rompe l’equilibrio che sembrava delinearsi nelle ultime settimane, con il mercato orientato verso la continuità rappresentata dal board uscente.
Sul fronte opposto, infatti, la lista del cda – che propone Nicola Maione alla presidenza e Fabrizio Palermo come amministratore delegato – continua a raccogliere il sostegno dei proxy advisor internazionali. Sia ISS sia Glass Lewis hanno indicato agli investitori istituzionali di votare a favore della lista del cda, puntando sulla stabilità della governance in una fase delicata per la banca.
Una linea che sembra essere seguita da una parte consistente del mercato. Fondi come Vanguard (azionista con il 3% circa del capitale), insieme ad altri investitori istituzionali, sarebbero orientati a sostenere il tandem Maione-Palermo, rafforzando il fronte della continuità. Ne emerge così una spaccatura netta tra i grandi investitori: da un lato chi scommette sul ritorno di Luigi Lovaglio, dall’altro chi preferisce affidarsi a un nuovo equilibrio costruito dal board uscente.
Per la giornata di oggi si attendono le pronunce di due altri azionisti: Banco Bpm (3,74%) che riunisce il cda e la Fondazione Mps, con una quota nel capitale ormai simbolica ma un peso ‘storico’ importante, che deciderà, in Deputazione, il voto sui vari punti all’ordine del giorno.
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