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Lo scandalo delle “gang di stupratori” musulmani infiamma il Regno Unito

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18.06.2026

Il “Rape Gang Inquiry” riaccende i riflettori sullo scandalo delle bande di adescatori-stupratori, perlopiù musulmani, operanti nella sostanziale inazione delle autorità. Al centro delle polemiche ci sono anche Keir Starmer e il sindaco laburista di Londra.

Negli ultimi decenni, nel Regno Unito, giovani donne, ragazzine e persino bambine sono state adescate, stuprate e torturate da gang di uomini di origine straniera, quasi esclusivamente di fede musulmana.

Sono i risultati shock della “Rape Gang Inquiry”, un’inchiesta indipendente privata (non dunque governativa), promossa e pubblicata da Rupert Lowe, deputato britannico per il partito di destra Restore Britain.

Finanziata con donazioni private dei singoli cittadini (circa 600.000 sterline raccolte da oltre 20.000 persone), il rapporto di oltre 200 pagine ha raccolto testimonianze dirette di sopravvissute, whistleblower, genitori e professionisti.

Si tratta quindi di un’inchiesta professionale nel metodo, con audizioni registrate, supporto legale per evitare cause di diffamazione, e via dicendo; ma non è un’inchiesta giudiziaria ufficiale con poteri coercitivi.

Cosa dice la Gang Rape Inquiry

Il rapporto, pubblicato martedì 16 giugno, testimonia che per decenni in città come Rotherham, Rochdale, Telford, Oldham, Oxford e in decine e decine di città e paesi del Regno Unito, bande organizzate, prevalentemente di uomini immigrati musulmani, hanno sistematicamente adescato, trafficato, stuprato e torturato migliaia di ragazze vulnerabili.

Le vittime erano quasi esclusivamente bianche e britanniche, provenienti da famiglie problematiche, spesso minorenni tra gli 11 e i 16 anni di età. Le testimonianze sono innumerevoli.

Tra esse c’è il caso di “Sarah”: rapita a 15 anni, per dodici anni ha subito stupri........

© Panorama