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Dietro l’ingresso di Kiev nella Nato c’è il grande affare delle armi

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09.07.2026

Sventolando la paura dell’invasione russa, al vertice dell’Alleanza Atlantica di Ankara Washington e alcuni Stati europei invocano più spese militari. Dietro, più di un sospetto sul fattore commerciale e occupazionale degli Usa. Intanto, un generale del Pentagono smorza la tensione.

Si torna a parlare dell’ingresso nella Nato dell’Ucraina come necessario per proteggere l’Europa dalla Russia. Ma ancora si tendono a sottovalutare le condizioni politiche che secondo l’articolo Dieci dell’Allenza Atlantica sono decisive per entrare a farne parte. Primo su tutti, la nazione candidata deve avere un regime democratico basato su un’economia di mercato, dimostrare il rispetto dei diritti umani, applicare le regole di ogni stato di diritto e soprattutto dimostrare un equo trattamento delle minoranze. E senza andare oltre si comprende come l’ucraina si trovi ancora a grande distanza da una situazione del genere. Per non parlare della “risoluzione pacifica dei conflitti e dell’impegno a risolvere le controversie territoriali o etniche con mezzi pacifici”. In altre parole, senza prima le elezioni democratiche e la pace con Mosca non ci sarebbe modo di far entrare Kiev nella Nato. Ma certo........

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