Risparmi, settembre cambia le carte in tavola: dove conviene mettere i soldi adesso
Con l’inflazione ancora al 2,9%, i tassi BCE al 2,25% e il Btp decennale sopra il 4%, lasciare tutto sul conto non è più una scelta neutrale. Dai Bot ai depositi vincolati, dalla Borsa all’oro, ecco come cambia la mappa dei risparmi alla vigilia dell’autunno
Settembre arriva con un paradosso per i risparmiatori italiani. Da una parte l’inflazione continua a erodere il valore del denaro lasciato fermo, dall’altra il ritorno dei tassi su livelli più elevati ha restituito interesse a strumenti che per anni sembravano quasi dimenticati, dai Bot ai conti deposito, mentre Borse e oro arrivano all’autunno dopo una corsa che rende più complicato entrare senza interrogarsi sul prezzo che si sta pagando.
La domanda, quindi, non è soltanto dove investire a settembre, ma soprattutto quale funzione debbano avere quei soldi. Liquidità da poter utilizzare tra pochi mesi, capitale da conservare per due o tre anni e risparmio destinato a rimanere investito a lungo non possono essere trattati nello stesso modo. Ed è proprio qui che la fotografia di fine estate diventa interessante.
Lasciare i soldi sul conto oggi ha un costo
Il primo numero da guardare non arriva dalle Borse, ma dall’Istat. A luglio l’inflazione italiana si è attestata al 2,9% su base annua, in lieve rallentamento rispetto al 3% di giugno ma comunque su livelli sufficienti a incidere sul potere d’acquisto di quella parte di patrimonio che rimane completamente improduttiva.
Il confronto con ciò che mediamente le banche riconoscono sulla liquidità è eloquente. Secondo il Rapporto mensile ABI, a giugno il tasso medio sui conti correnti era pari allo 0,31%, mentre sui nuovi depositi a durata prestabilita si saliva al 2,31%. Il tasso medio sul totale dei depositi bancari si attestava invece allo 0,67%. Sono medie di sistema, naturalmente, e sul mercato possono esserci offerte differenti, ma la distanza rispetto all’inflazione spiega perché mantenere somme importanti sul conto corrente per semplice inerzia possa tradursi in una progressiva erosione del loro valore reale.
La liquidità resta indispensabile per le spese impreviste e per il denaro che dovrà essere utilizzato a breve, ma nel 2026 torna ad avere senso separare la disponibilità immediata dal........
