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Primarie, Prodi cambia linea: “così si perde” e i numeri gli danno ragione

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19.04.2026

Le primarie del centrosinistra, introdotte da Romano Prodi, registrano un crollo di partecipazione: dai 4,5 milioni del 2005 a circa un milione. Un dato che evidenzia la distanza tra elettori e Pd e i limiti di un sistema sempre meno rappresentativo

Pochi lo ricordano, ma in Italia il papà delle primarie si chiama Romano Prodi, lo stesso che pochi giorni fa le ha liquidate in maniera sprezzante, dicendo che sono un ottimo modo per perdere la partita e per finire come gli Azzurri contro la Bosnia. Curioso: fino a ieri la sinistra riteneva che votare ai gazebo il candidato premier delle prossime elezioni fosse un rito propiziatorio, un’adunata di popolo altamente democratica. Il 16 ottobre del 2005, quando l’ex presidente dell’Iri scese in campo per guidare l’Ulivo, sfidando altri sei concorrenti, i votanti furono quasi 4 milioni e mezzo e il 74 per cento sulla scheda appose il nome del Professore che, da solo, incassò 3 milioni 182 mila voti, staccando Fausto Bertinotti, Clemente Mastella, Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio, Simona Panzino e Ivan Scalfarotto. Militanti e banchieri (tra questi l’allora amministratore delegato di........

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