Garlasco, il bar di Sempio riapre il giallo dell’alibi: cosa cambia davvero dopo le ultime rivelazioni
La telefonata della madre di Andrea Sempio, il video sul computer di Chiara Poggi e il confronto sulla larghezza del piede hanno dominato la settimana. Ma tra elementi inediti e vecchie notizie rilanciate, la svolta giudiziaria non è ancora arrivata
Un bar mai comparso nelle prime ricostruzioni, uno scontrino conservato per anni, un vecchio video aperto sul computer di Chiara Poggi e nuovi confronti sulle impronte repertate nella villetta di via Pascoli. Il caso Garlasco torna a riempirsi di dettagli, dichiarazioni e presunte rivelazioni, in un intreccio nel quale diventa sempre più difficile distinguere ciò che è realmente nuovo da quanto era già contenuto negli atti o circolato nei mesi precedenti.
L’impressione, osservando titoli e trasmissioni televisive, è quella di un’inchiesta arrivata a una svolta dietro l’altra. In realtà, il quadro è più prudente. Non è emersa una singola prova scientifica capace di chiudere il caso e non è ancora arrivato un passaggio giudiziario definitivo nei confronti di Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi.
L’elemento più significativo riguarda una conversazione del 2022 nella quale Daniela Ferrari, madre di Sempio, avrebbe ricostruito in maniera parzialmente diversa gli spostamenti del figlio nella mattina del 13 agosto 2007.
Quel riferimento al bar
Nella telefonata, trasmessa da Zona Bianca, Daniela Ferrari racconta di avere domandato al figlio dove si trovasse la mattina dell’omicidio. La risposta attribuita ad Andrea Sempio sarebbe stata: «In un bar».
La donna gli avrebbe quindi chiesto se avesse conservato lo scontrino del locale, ricevendo una risposta negativa. Il giorno successivo, secondo il suo racconto, il marito Giuseppe avrebbe trovato il biglietto del parcheggio di Vigevano. Sarebbe stata lei a suggerire al figlio di tenerlo, una scelta che nella conversazione definisce «l’errore più grande» della propria vita.
Il passaggio è rilevante perché non coincide completamente con la versione fornita negli anni da Sempio. L’indagato ha sempre raccontato di essere andato a Vigevano con l’intenzione di recarsi in una libreria. Avendola trovata chiusa, avrebbe passeggiato nella zona prima di rientrare a Garlasco.
Interrogato sull’eventuale sosta in un bar, Sempio ha invece negato di esservi entrato. Le parole attribuitegli dalla madre aprono quindi una contraddizione che gli investigatori saranno chiamati a valutare.
Un locale aperto avrebbe potuto offrire possibili riscontri: testimoni,........
