Recensione Nothing Phone (4b: bello, equilibrato, ma senza eSIM
Il Nothing Phone (4b) punta su design, software pulito e autonomia, ma deve fare i conti con memorie UFS 2.2, display non brillantissimo e assenza della eSIM.
Nothing Phone (4b) interpreta bene la filosofia del brand: una delle poche aziende ancora impegnate a cercare un equilibrio concreto fra prezzo, esperienza d’uso e prestazioni, senza inseguire a tutti i costi la potenza dei flagship. È uno smartphone pragmatico, pensato per chi vuole risparmiare accettando qualche inevitabile rinuncia.
Il punto di equilibrio infatti non è perfetto: alcune scelte tecniche lo rendono meno competitivo rispetto ai medi gamma più aggressivi. Il suo plus resta però un design originale e immediatamente riconoscibile, elemento che lo separa dalla folla dei telefoni anonimi e non è un elemento da poco.
Design sempre distintivo
Il Nothing Phone (4b) mantiene l’estetica semi-trasparente del marchio, con corpo unibody in eco-policarbonato, moduli fotografici trasparenti e finitura a tre strati pensata per resistere alle impronte. Sul retro c’è la Glyph Bar, composta da 45 mini-LED per notifiche, ricarica, timer e avvisi personalizzati: è scenografica e distintiva, anche se resta una funzione più estetica che indispensabile.
Il telefono è inoltre piuttosto grande e pesante, con 8,6 mm di spessore e circa 210 grammi. La certificazione IP64 protegge da polvere e schizzi, ma è un livello modesto: diversi concorrenti di fascia media offrono ormai una resistenza superiore, anche contro immersioni accidentali.
Schermo buono ma........
