Il boom delle newsletter: Substack conquista milioni di lettori
Nell’era del bombardamento social, la newsletter fa fare un salto nel passato: si decide chi leggere e quando. Ecco il segreto del suo successo cavalcato da giornalisti, premi Nobel e pure ex sex symbol
Nell’agosto del 1991, quando i siti web erano ancora agli albori, il New York Times raccontò un esperimento in corso negli Stati Uniti: vari fogli di notizie venivano inviati a cadenza regolare via fax a chi chiedeva di leggerli. Erano costole di grandi giornali o iniziative locali di piccoli imprenditori, nati per dare aggiornamenti più tempestivi dei quotidiani, essere diffusi rapidamente all’estero o approfondire nel dettaglio temi specifici. Alcuni si sostenevano con la pubblicità inserita in fondo ai testi, altri costavano qualche dollaro al mese.
Trentacinque anni più tardi, è cambiato il mezzo di diffusione, non la sostanza: il fax è stato sostituito dalla posta elettronica, i fogli non vengono stampati da una macchina ma scorrono su uno schermo, però continuano ad arrivare a chi decide di abbonarsi per riceverli, gratis o a pagamento. E chiunque, se vuole, può diventare un autore e scrivere il suo dispaccio. A patto, certo, di trovare qualcuno che abbia la voglia e la pazienza di leggerlo.
Nonostante abbiano radici nella preistoria di Internet, questi bollettini digitali, le newsletter, vivono oggi un momento d’oro: Substack, la piattaforma più utilizzata per distribuirle via mail, fondata nel 2017, ha superato la soglia dei 50 milioni di sottoscrizioni. Tra queste, nel primo trimestre del 2026, circa 8,4 milioni erano a pagamento: si fermavano a 2 milioni nel 2023, a 5 a inizio 2025.
Un percorso simile l’ha fatto un volto noto dell’informazione italiana: Selvaggia Lucarelli, con la sua newsletter Vale tutto, è passata dai 141 mila iscritti dello scorso anno ai circa 230 mila attuali. Oltre 10 mila persone hanno scelto di pagare 7 euro al mese o 70 l’anno (per i più coinvolti, c’è anche l’opzione «supporter» da 200 euro), che hanno reso all’opinionista, per il solo 2025, quasi 1,8 milioni di euro.
Quello di Lucarelli è un caso di portata planetaria: ha raggiunto il primo........
