Festa dei Nonni, da angeli custodi a TikTok: come sono cambiati e il regalo più prezioso che possiamo fare loro
Festa dei Nonni 2026: perché si celebra il 2 ottobre, la storia della ricorrenza, i dati sulle famiglie italiane, le iniziative di Gardaland e la campagna FAST Heroes per riconoscere i sintomi dell’ictus.
Una volta erano quelli che raccontavano le storie, preparavano la merenda, accompagnavano i nipoti a scuola e custodivano gelosamente fotografie, ricette e ricordi di famiglia. Oggi continuano a fare tutto questo, ma possono anche essere i compagni di viaggio con cui partire per il fine settimana, le persone da coinvolgere in un video su TikTok o quelle con cui affrontare, magari per la prima volta, le montagne russe. I nonni italiani stanno cambiando, esattamente come le famiglie di cui fanno parte, e la Festa dei Nonni, che si celebra oggi, venerdì 2 ottobre, diventa l’occasione per raccontare una relazione che non si limita più alla trasmissione di ricordi e tradizioni, ma si alimenta attraverso esperienze condivise, nuovi linguaggi e una complicità capace di superare le differenze generazionali.
In un Paese che invecchia, dove le famiglie diventano progressivamente più piccole e il tempo rappresenta una risorsa sempre più preziosa, il rapporto tra nonni e nipoti assume inoltre un significato particolare, perché continua a rappresentare un importante punto di riferimento affettivo e, in moltissime situazioni, anche un sostegno concreto all’organizzazione familiare.
A raccontare questa trasformazione arrivano, proprio in occasione della ricorrenza, due iniziative apparentemente molto diverse ma accomunate dalla stessa idea: un’indagine social di Gardaland, che mostra quanto le esperienze condivise siano importanti nel rapporto tra generazioni, e FAST Heroes, un progetto internazionale di educazione sanitaria che insegna ai bambini a riconoscere i sintomi dell’ictus, trasformandoli in piccoli messaggeri di salute capaci, in determinate circostanze, persino di salvare la vita dei propri nonni.
Perché la Festa dei Nonni si celebra il 2 ottobre: le origini e la storia della ricorrenza
La Festa dei Nonni è una ricorrenza relativamente recente nel calendario italiano, almeno dal punto di vista istituzionale, perché è stata ufficialmente introdotta con la legge numero 159 del 31 luglio 2005, attraverso la quale il Parlamento ha riconosciuto l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società.
La scelta del 2 ottobre non è casuale, ma coincide con la memoria liturgica degli Angeli Custodi, figure che nella tradizione cattolica rappresentano la protezione e l’accompagnamento delle persone durante la loro vita, e che proprio per questo richiamano simbolicamente il ruolo spesso assunto dai nonni nei confronti dei nipoti.
Durante l’iter parlamentare fu sottolineato anche un aspetto pratico, ovvero la possibilità di organizzare iniziative nelle scuole, che all’inizio di ottobre sono regolarmente aperte e possono quindi dedicare attività e momenti di approfondimento al rapporto tra generazioni.
La legge prevede infatti che istituzioni locali e istituti scolastici possano promuovere iniziative dedicate alla valorizzazione dei nonni e ha istituito anche un riconoscimento nazionale per coloro che si distinguono attraverso azioni particolarmente meritorie sul piano sociale. Non si tratta, tuttavia, di una festività civile che comporti automaticamente la chiusura di scuole e uffici.
L’Italia non è naturalmente l’unico Paese a dedicare una giornata ai nonni, ma le date cambiano a seconda delle tradizioni nazionali. Negli Stati Uniti, ad esempio, il National Grandparents Day venne proclamato ufficialmente dal presidente Jimmy Carter nel 1979 e ricorre la prima domenica successiva al Labor Day, mentre la Chiesa cattolica celebra dal 2021 anche la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da Papa Francesco e prevista per la quarta domenica di luglio.
Due ricorrenze differenti, dunque, che condividono però un obiettivo fondamentale: riconoscere il valore delle persone anziane e contrastare una visione della vecchiaia esclusivamente associata alla fragilità e alla perdita di autonomia.
L’Italia è sempre più anziana: perché il ruolo dei nonni diventa ancora più importante
Per comprendere il peso che le relazioni tra generazioni assumono nella società italiana basta osservare gli ultimi indicatori demografici pubblicati dall’Istat, che restituiscono l’immagine di un Paese nel quale la popolazione anziana continua ad aumentare, mentre le nascite diminuiscono e i nuclei familiari diventano progressivamente più piccoli.
Al primo gennaio 2026, infatti, gli italiani e gli stranieri residenti con almeno 65 anni hanno raggiunto quota 14,8 milioni, pari al 25,1% della popolazione complessiva, mentre gli ultraottantacinquenni sono circa 2,5 milioni e l’età media nazionale è salita a 47,1 anni. Naturalmente non tutti gli ultrasessantacinquenni sono nonni e, allo stesso modo, esistono moltissimi nonni più giovani, ma questi numeri aiutano a comprendere........
