Zanzare: la scienza valuta come estinguerle. Ecco come e perché
Il programma Debug di Google punta a fermare le zanzare con il batterio Wolbachia. La strategia per bloccare le nascite senza usare insetticidi. Ma i dubbi ecologici restano aperti.
Arriva quando la luce si spegne. Prima un ronzio vicino all’orecchio, poi il silenzio, infine il prurito che annuncia la puntura. Alle tre di notte, l’estinzione delle zanzare non sembra un dilemma morale ma un programma politico ragionevole. La novità è che la scienza ha cominciato a prenderlo sul serio. Non proprio l’estinzione di tutte le specie, ma delle poche che hanno trasformato un insetto di pochi milligrammi nell’animale più pericoloso per l’uomo.
L’ultimo progetto di controllo locale porta una firma inattesa: Google. Con il programma Debug, la società ha chiesto all’Environmental protection agency statunitense il permesso di liberare fino a 64 milioni di maschi della specie Culex quinquefasciatus in California e Florida nell’arco di due anni. Non sono organismi geneticamente modificati: portano un ceppo del batterio Wolbachia che rende incompatibile l’accoppiamento con le femmine selvatiche. Le uova vengono deposte, ma non si schiudono.
Dalle Hawaii all’Italia: la strategia dei maschi incompatibili
È una guerra combattuta aggiungendo zanzare alle zanzare: i maschi di laboratorio trasformano ogni accoppiamento in un vicolo cieco biologico. Alle Hawaii un’altra specie, la Culex quinquefasciatus, minaccia gli ultimi uccelli canori dell’arcipelago a cui trasmette la malaria aviaria, così è nato il progetto “Birds, Not Mosquitoes”, che impiega droni ed elicotteri per liberare milioni di maschi incapaci di generare prole.
Ancora: nell’area metropolitana di Washington sono stati appena liberati circa 600 mila maschi di zanzara tigre (Aedes albopictus) resi incompatibili con le femmine grazie........
