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Auto elettrica, ecco perché è un grande flop: 60 miliardi bruciati e industria in crisi

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28.02.2026

L’auto elettrica europea si è fermata in corsia d’emergenza. Batteria carica, motore silenzioso, ma nessuno al volante. Soprattutto: troppe mani sul freno. La crisi dell’elettrico nel Vecchio continente non è figlia di un complotto delle lobby petrolifere, come qualcuno ama raccontare. È molto più banalmente il risultato di una strategia continentale confusa, ideologica e scollegata dalla realtà industriale.La Commissione presieduta da Ursula von der Leyen ha spinto l’auto europea giù nel burrone con la stessa convinzione degli Inquisitori: il rogo come passaggio verso la redenzione del condannato. A Bruxelles hanno scavato il precipizio e l’hanno chiamato “transizione”.La Ue ha deciso la destinazione prima ancora di guardare la mappa. Il Green deal e lo stop ai motori tradizionali dal 2035 sono stati annunciati come una svolta epocale, ma senza costruire le strade per arrivarci. Bruxelles ha imposto tempi, obiettivi e sanzioni con la precisione di un regolamento condominiale, dimenticandosi però di fare l’amministratore: niente infrastrutture adeguate (a cominciare dalle colonnine di ricarica), incentivi pubblici intermittenti viste le difficoltà dei governi, filiere incomplete e un’industria lasciata sola sulla via della riconversione.

Prezzi alti, infrastrutture carenti, consumatori diffidenti

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. I costruttori nostrani suonano campanelli d’allarme a raffica, rinviano investimenti, chiudono stabilimenti e puntano sull’ibrido come ancora di salvezza. I consumatori guardano i listini e fanno due conti: prezzi ancora elevati, sgravi che vanno e vengono come le stagioni, colonnine insufficienti e bollette elettriche tutt’altro che rassicuranti. L’auto a batteria doveva essere il futuro alla portata di tutti; è rimasta un lusso per pochi e un’incognita per molti. Lo stop al termico, oggi, è stato ammorbidito. Ritoccato. Alleggerito nei toni e nelle percentuali. Ma non cancellato. E soprattutto non rimosso dall’immaginario collettivo. Per il pubblico resta una data totemica, una spada di Damocle. E il consumatore, se non capisce, smette di comprare .Le auto elettriche non entusiasmano. Non scaldano i cuori. Non convincono i portafogli. Costano troppo, promettono autonomia ma la negano nell’uso quotidiano, dipendono da colonnine rare e spesso fuori servizio, si ricaricano troppo lentamente. Eppure doveva essere democratica. Si è scoperta elitaria: perfetta per la Ztl. Inutile per gli altri. Doveva semplificare la vita. L’ha complicata. Eppure la Commissione europea ha agito come se il problema fosse solo culturale, quasi morale: se i cittadini non comprano elettrico è........

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