Orsato, il destino di Open Var e la trasparenza obbligatoria per gli arbitri
L’avvio discusso della stagione arbitrale ha acceso il dibattito intorno al modo di comunicare del nuovo designatore. Nelle prossime settimane si torna all’antico, anche se in forma diversa…
Nessun passo indietro sulla trasparenza comunicativa nel mondo arbitrale. Quel muro di silenzi, mezze parole e spiegazioni solo fatte trapelare che negli anni della gestione Rocchi, su input deciso della Federcalcio di Gravina, è venuto progressivamente giù non potrà essere nuovamente costruito. Anche il nuovo corso tecnico dell’AIA, impersonato dal fresco designatore Daniele Orsato, dovrà fare i conti con un percorso di apertura considerato irreversibile.
Lo è nei fatti, come ha dimostrato il pasticcio della prima giornata del campionato numero uno dell’era-Orsato, con la versione sul gol contestato del Napoli a Marassi distillata a caldo e con una certa leggerezza in tribuna stampa e con l’avanti e indietro relativo al rigore non concesso al Milan a Torino. Scelta corretta e supportata oppure errore? Non è detto che, come in passato, si tornerà a un designatore che va in televisione in prima persona o attraverso delegati e stila la “pagella tecnica” della giornata, ma quello che è certo è che nemmeno si riprecipiterà nel medioevo della comunicazione arbitrale in cui non era prevista alcuna spiegazione o, nel caso e nelle forme adatte, alcuna ammissione di aver preso una cantonata.
Pronti… Via: sviste e mancata comunicazione, che caos
Il primo week end della........
