La Fifa difende l’hydration break ma ha torto: ecco perché
Polemiche e fischi negli stadi: i time out commerciali del Mondiale piacciono solo alle tv e agli investitori pubblicitari. Infantino prova a difendersi, ma la sua versione è parziale.
Il calcio diviso in quattro tempi con break obbligatorio a prescindere dalle condizioni meteo, infarcito di sponsor e pubblicità, non piace. La novità voluta dalla Fifa per il Mondiale 2026, passata per mesi sottotraccia fino a quando non è diventata realtà negli stati americani, è stata accolta con crescente diffidenza. Incide sullo svolgimento del gioco, cambia l’inerzia delle partite perché inserisce nel calcio una cosa che non è prevista da un secolo di norme e che risponde al nome di time-out. Soprattutto, crea dei paradossi come match che si interrompono per 3-4 minuti anche se fa freddo o piove.
Ai tifosi non va giù e hanno cominciato a manifestare apertamente la loro opposizione, accompagnando con uragani di fischi ogni volta che il gioco viene interrotto per lasciar spazio all’hydration break che la Fifa ha istituzionalizzato lo scorso mese di dicembre, concedendo poi il 6 marzo che tv e broadcast potessero venderlo ai propri........
