Arbitropoli, nessun reato: la Procura archivia la posizione di Rocchi e dell’Inter
Due anni di indagine con intercettazioni e pedinamenti per arrivare all’archiviazione. Storia di un’inchiesta fallita che ora passa alla giustizia sportiva. Per quella ordinaria non c’è stata alcuna frode.
Due anni di inchiesta, con tanto di intercettazioni e pedinamenti, per arrivare alla conclusione che non c’erano designazioni arbitrali combinate per favorire l’Inter. Nulla di penalmente rilevante. Nulla di nulla, la conclusione cui la Procura di Milano è arrivata chiedendo direttamente l’archiviazione del fascicolo a carico dell’ex designatore della Serie A, Gianluca Rocchi e dell’Inter che negli ultimi giorni era stata iscritta nel registro degli indagati pur non essendo alcun suo dirigente o tesserato coinvolto direttamente nell’indagine.
Il provvedimento di richiesta di archiviazione porta la firma del pm Maurizio Ascione, l’uomo che per due anni ha inseguito l’ipotesi della frode sportiva a condizionate le scelte del capo degli arbitri italiani, e di Paolo Ielo che era stato a lui affiancato in vista della partenza del titolare verso la Procura europea a Roma, come dallo stesso richiesto in tempi non sospetti. Si sapeva dal mese di febbraio, ben prima che l’inchiesta Arbitropoli emergesse alla luce del sole con la notifica dell’avviso di garanzia a Rocchi dello scorso 25 aprile.
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