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Miley, il basso e l’arte di non scegliere

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18.09.2026

Miley accorcia il nome, alza il volume dei bassi e mette nello stesso disco desiderio, romanticismo e inquietudine elettronica

Il titolo contiene già una dichiarazione d’intenti: Bass Persuades, il basso persuade. Non occorre necessariamente convincere con le parole quando può farlo la musica, passando prima dal corpo che dalla ragione. Una frequenza che non si limita a essere ascoltata, ma si sente fisicamente.

Tutto lascerebbe immaginare, allora, un disco costruito intorno a quella promessa: sintetizzatori, sudore, oscurità, ripetizione, corpi. Un album che scelga definitivamente la notte.

E invece Bass Persuades passa gran parte del suo tempo sull’orlo di quella scelta senza compierla mai.

Ogni volta che Miley sembra pronta ad abbandonarsi del tutto al lato più scuro, elettronico e fisico della sua musica, qualcosa la riporta verso la canzone romantica, verso la melodia aperta, verso la ballad. È come se nel disco convivessero due forze uguali e contrarie: una la spinge verso il club, l’altra verso il cuore della tradizione pop. Nessuna riesce davvero a vincere. Ed è proprio questa indecisione a dare forma........

© Panorama