menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La guerra sotterranea tra servizi segreti alleati: cosa c’è dietro il progetto della CIA europea

27 0
10.09.2026

Dietro la nascita dell’intelligence europea si nasconde uno scontro acceso tra Roma, Parigi e Bruxelles: tutti i retroscena del piano UE.

Il 22 luglio la Commissione europea lancia il “Segretariato”, cellula dell’intelligence europea. Operativa dal primo settembre “monitorerà l’evoluzione del panorama della sicurezza, coordinerà le competenze e i contributi analitici e preparerà valutazioni strategiche su misura per le esigenze del Presidente”, Ursula Von der Leyen. La notizia passa sotto silenzio, ma otto giorni dopo esce un dossier del settimanale francese l’Express, che spara in copertina una classifica dei servizi europei votata da una sessantina di ex spie. Al primo posto l’ MI 6 britannico seguito dal DGSE francese e dai servizi olandesi, ucraini e tedeschi. I servizi segreti (AISE) del nostro paese sono relegati al 15imo posto. “Il dossier utilizza un metodo scorretto dal punto di vista statistico e risulta pertanto funzionale a sostenere una narrativa volta a esaltare le capacità dell’intelligence francese a scapito di uno dei suoi più diretti rivali, l’Italia” evidenzia una fonte riservata di Panorama.

La punta dell’iceberg della “guerra” fra servizi, pure alleati, in Europa, che riguarda gli strappi del presidente americano, Donald Trump, le rivalità all’interno della Ue, l’impennata di aggressività dell’intelligence russa e ucraina oltre a Bruxelles “colabrodo” di fronte alle spie.

La corsa al nuovo Segretariato e le resistenze interne all’Unione

“La Ue non ha bisogno di una “CIA europea”, ma di un sistema di intelligence più efficiente, integrato e credibile, basato sulla cooperazione e non sui titoli dei giornali” scrive David M. Cattler, trent’anni di esperienza nella sicurezza e intelligence americana. In settembre diventerà operativa la cellula di servizi segreti Ue voluta da Von del Leyen presso il Security college, che addestra civili e militari. A capo del Segretariato è stato scelto il finlandese Ilkka Salmi, che ha lavorato nell’intelligence del suo paese e fino al 2024 era coordinatore antiterrorismo dell’Unione. L’idea dei servizi europei è stata lanciata dal rapporto sulla sicurezza, chiesto da Von del Leyen, all’ex presidente finlandese, Sauli Niinistö. L’autore ha sostenuto la necessità di un “servizio di cooperazione in materia di intelligence a tutti gli effetti a livello Ue, in grado di soddisfare sia le esigenze strategiche che operative”.

In realtà esistono già due realtà informative Ue, ma non dipendono dalla presidenza della Commissione. Il Centro di intelligence e situazione (INTCEN), che fa parte del servizio europeo per l’azione esterna sotto il controllo dell’ex primo ministro estone, Kaja Kallas. E l’EUMS INT, la direzione dell’intelligence del personale militare Ue. Alla guida dell’INTCEN c’è Daniel Markić, fino al 2024 capo dei sevizi croati, che ha combattuto a 19 anni con i Berretti verdi, le forze specaili di Zagabria, nella guerra d’indipendenza. La premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, spingono la struttura per potenziare la alla guerra ibrida, che si sta sviluppando in Europa dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Le due cellule Ue costituiscono la “Capacità unica di analisi dell’intelligence”, che produce valutazioni per i decisori europei. Non è un caso che Kallas, Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, si è schierata contro il progetto di servizi europei e il primo tassello presso la........

© Panorama