L’Europa si danneggia con i suoi stessi dazi
Dal Green deal al Carbon border adjustment, Bruxelles introduce nuove tariffe ambientali che colpiscono industria, agricoltura e consumatori. Tra contraddizioni politiche, tensioni con Usa e Cina e rischi inflattivi, l’Europa cambia volto.
Da Sturmtruppen, dato l’ossessivo richiamo agli armamenti che ricorda lo sgangherato esercito a fumetti di Bonvi, a Von der Trumpen è un attimo. La baronessa Ursula sta guidando l’Europa verso un orizzonte di contraddizioni economiche. Fino a ieri nemica giurata dei dazi oggi, in omaggio e in conseguenza al Green deal che non è mai passato di moda a Bruxelles, rischia di far esplodere con nuove tariffe “verdi” i costi di produzione di almeno una ventina di settori industriali e di innescare una guerra doganale con la Cina che a pagare saranno gli agricoltori.
Il primo aprile dell’anno appena trascorso annunciò: «Se Trump ci mette i dazi noi siamo prontissimi a vendicarci». Il 23 luglio disse: «Se Trump impone dazi, noi ne metteremo altrettanti: abbiamo pronto un pacchetto di merci – aerei, moto ma anche jeans e soia oltre al bourbon – da 100 miliardi su cui imporre una tariffa alla dogana del 30 per cento». Ma una settimana dopo in Scozia sigla un accordo di dazi al 15 per cento. Del pacchetto fanno parte anche 750 miliardi da investire in Usa, l’acquisto di gas liquefatto per 600 miliardi che fa dipendere l’Europa quasi del tutto dalla fonte energetica........
