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Groenlandia, la verità sugli Inuit: il caso che imbarazza Europa e Danimarca

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22.02.2026

Dal caso Trump alle accuse contro la Danimarca: deportazioni, sterilizzazioni forzate e scontro geopolitico sulla Groenlandia riaccendono il dibattito sul destino degli Inuit e sul ruolo dell’Europa nell’Artico.

Quel “despota” di Donald Trump – sia detto per inciso votato in libere elezioni da 78 milioni di statunitensi – va ammonito e Ursula von der Leyen con la faccia di circostanza tuona: «La cooperazione è più forte del confronto, la legge è più forte della forza. Questi sono principi che valgono non solo per la nostra Unione europea, ma anche per la Groenlandia». Ma di quali principi si parla e in nome di chi? Della Danimarca o degli Inuit? Questa Europa così fiera del proprio diritto che appena il leader canadese Mark Carney dice un’ovvietà («a tavola o sei invitato o sei nel menù») lo applaude come paladino della democrazia è in grado di sciogliere le proprie contraddizioni? E così mentre s’indigna per Trump che prima vuole conquistare, poi si acconcia a comprare la Groenlandia dando un milione di dollari ad abitante, nulla dice ai danesi che hanno programmato un silente “genocidio” (parola tornata assai di moda) dei veri padroni della Groenlandia: gli Inuit.

Le accuse storiche e il caso Canada

In questo l’Europa ha molto in comune col Canada che per oltre un secolo ha attuato la deportazione e il silente massacro di 150 mila bambini eschimesi. La prova? Una macabra scoperta fatta nella British Columbia: nel giardino della Kamloops Indian Residential School hanno trovato 215 scheletri, sono quelli “riemersi” da una strage di non meno di 4 mila bambini lì “deportati”. Ha ragione Carney: gli Inuit nessuno li ha invitati al banchetto per il loro Artico e si sono ritrovati nel menù.

Bruxelles fa finta di non saperlo e dà manforte alla premier danese........

© Panorama