Ecco perché l’industria delle scarpe italiane detta legge nel mondo
Nonostante la concorrenza sui prezzi di India, Cina e Brasile (e le strette regolatorie dell’Ue), il settore italiano corre. Fatto di nicchie produttive, con il cuore nel Marchigiano, riesce a mettere i suoi tacchi 12 ai piedi di Hollywood.
Per una volta, almeno, è difficile dar torto a Ben Gvir, esponente ultraortodosso, ministro della Sicurezza nazionale di Israele. Quando, all’inizio di giugno, la Procura di Roma lo ha indagato per le presunte violenze sugli italiani della Flotilla, ha replicato: «L’Italia, il Paese dello stivale, è diventato quello delle ciabatte». Si è fatto una grassa risata, ma non sa di aver detto un’ovvietà.
Da sempre gli italiani fanno le scarpe al mondo. Cominciarono i veneziani e i fiorentini nel Duecento. In particolare, i secondi si avvantaggiavano della concia all’etrusca (ancor oggi è la più ricercata) che ha fatto rinascere il distretto di Santa Croce sull’Arno, uno dei più importanti al mondo. Si tratta di trattare le “salate”, si chiamano così le pelli grezze, con i tannini vegetali invece che col cromo. Lì c’è tutto quello che serve: l’acqua dell’Arno, i boschi di castagno e di rovere per i tannini e, volendo, anche la “groma” delle botti da vino esauste. Sembra uno scherzo, ma a Santa Croce (nonostante la crisi della moda che ha depresso gli introiti di quasi il 40 per cento) si fattura ancora per oltre un miliardo e mezzo di euro, suddivisi tra 350 aziende che danno lavoro a poco meno di 6 mila persone. Anche i colori si fissavano, e ancora si fissano, con l’allume come mordente, sia sui panni che sulle pelli. Lo facevano i lucumoni (classe elevata della società etrusca), ma i cinesi che conciano a prezzi stracciati – e a condizioni ambientali e di lavoro da quasi gulag – non ne sono capaci.
Dai sedili delle supercar ai palazzi del potere globale
Per questo i cruscotti e i sedili di Bentley e Rolls Royce, di Ferrari e Lamborghini si fanno a Tolentino, nel Maceratese, altro distretto di pelletteria che ebbe il suo apice di notorietà con Nazareno Gabrielli, ma che significa gli arredi in pelle più ricercati al mondo: giusto per citare un modello, i divani Chesterfield, Chester per gli amici,........
