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L'emergenza di Hormuz e il ritorno al carbone

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28.03.2026

Il governo si veste da befana e punta sul carbone. Qui a Libero, che di questa opzione ne abbiamo fatto quasi una bandiera, ci sentiamo un po’ meno soli. Siamo brutte persone e ci accontentiamo di poco. Ma ovviamente «c’è chi dice no» canterebbe Vasco Rossi. «Ricetta per arricchire le lobby e impoverire gli italiani» sentenzia Angelo Bonelli. «Doveva essere un decreto salva bollette e diventa salva carbone» è il coro del M5S. Che quel decreto, definito da Bloomberg «misura choc» contro il caro energia, sia arrivato in sede di conversione alla Camera già stagionato è un dato dai fatto inoppugnabile. Certo non per colpa di Giorgia Meloni. Nel frattempo ne sono successe di cosucce a partire dallo scoppio della nuova guerra del Golfo con conseguente chiusura dello stretto di Hormuz. Il climatesimo ha i suoi comandamenti, si sa. Il primo è chiudere tutte le centrali a carbone.

E sia messo agli atti. Un terzo dell’elettricità mondiale viene prodotta bruciando carbone. Nessuna fonte viene utilizzata di più. Il governo avrebbe dovuto sancire quest’anno la definitiva chiusura delle centrali a carbone. Ed invece la scadenza è........

© Libero Quotidiano