L'arbitro razzista? L'ultima bufala rossa: ha solo un tic
Il tribunale dell’inquisizione progressista, sempre assetato di sangue, pronto a lanciare anatemi e a pretendere teste su un piatto d’argento in nome del Bene Supremo Woke, per una volta è rimasto a bocca asciutta.
La Fifa ha infatti assolto con formula piena Shaun Evans, l’assistente Var australiano finito nel tritacarne mediatico per il crimine più imperdonabile del millennio: aver mosso le dita in modo sospetto. Il comitato disciplinare indipendente della federazione internazionale, dopo aver esaminato il caso con la dovuta (e forse eccessiva) serietà, ha confermato che non vi è alcuna prova di violazione del codice etico. Nessuna punizione, nessun licenziamento esemplare, nessuna pubblica abiura. L’indagine preliminare è stata chiusa, con buona pace dei professionisti dell’indignazione a comando che già pregustavano una spettacolare esecuzione professionale.
La vicenda, che rasenta il ridicolo, era nata appena quarantotto ore prima, durante il match dei Mondiali nordamericani tra Germania e Curaçao. A pochi........
