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Capitali europee in rivolta contro governi senza i numeri

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04.10.2026

Siamo cresciuti con tre certezze: un tetto sopra la testa, la spesa senza calcolatrice e la guerra confinata nei libri di storia. Nell’ultima settimana spagnoli, francesi e tedeschi sono scesi in piazza a reclamarne una a testa, di certezza, come all’ufficio oggetti smarriti, e si son trovati davanti governi che non hanno più i numeri, in Parlamento o nei sondaggi, da mesi o da anni.

Gli spagnoli reclamano la casa, dopo aver riempito le piazze a settembre per la malagestione della crisi di Ceuta. Venerdì il Congresso dei deputati ha bocciato i decreti con cui il governo socialista di Pedro Sánchez congelava gli sfratti per due anni e a mandarlo sotto è stato Junts, il partito dell’indipendentista catalano Carles Puigdemont, che finora lo teneva in piedi. Ieri a Madrid hanno sfilato in 70.000, a Valencia i manifestanti hanno sfondato il cordone di polizia per dire due parole agli investitori immobiliari riuniti a congresso, a Barcellona l’allerta meteo ha convinto gli organizzatori a rimandare la lotta a domani. Da destra a sinistra, tutti si dicono pronti al voto. Valeria Racu, portavoce degli inquilini, ha calcolato che «in otto giorni il potere popolare è capace di fare molto di più che in otto anni di........

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