Burkini in piscina, altro che emancipazione
Il fatto è questo: per un’ora alla settimana a Salorno, in Alto Adige, la piscina comunale sarà riservata alle residenti. Potranno andare col burkini, il costume che copre tutto il corpo ad eccezione di viso, mani e piedi. Secondo il gestore della struttura, Luca Lechthaler, si tratta di un’iniziativa che favorisce l’inclusione. Un po’ come quando si chiudono le scuole per il Ramadan. Autoregolamentazione di società multietniche, con le polemiche pronte a gonfiarsi e a dilagare. Per la destra locale così si dà una mano al patriarcato islamico. In genere la ribellione a queste forme di segregazione dovrebbe partire dalle stesse donne musulmane: vent’anni fa fece rumore in Arabia Saudita il romanzo di Rajaa Alsanea Ragazze di Riad che fu accusato di voler ferire i valori........
