Era la Juventus: 30 anni fa l'ultima Champions
Il trionfo, 22 maggio ’96 – domani ricorre il trentennale- parte da Dortmund sotto una pioggia battente, e col portiere, “Tyson” Peruzzi, che gioca con un occhio solo, eredità dello scontro di pochi giorni prima con Di Francesco, allora al Piacenza, che dalla sfida contro la Juve è uscito con quattro gol sul groppone. Peruzzi, invece, con sette punti di sutura oltre al setto nasale deviato. In Germania la Juve subisce gol dopo 30 secondi, autore l’ex Möller complice una mezza papera di Peruzzi, il cui unico occhio funzionante era stato aperto per metà, in mattinata, dal dottor Agricola: «Gli occhi? E a cosa ti servono?». È anche la sera in cui nasce il gol alla Del Piero, finta e controfinta sul vertice sinistro dell’aerea di rigore e tiro arcuato sotto l’incrocio lontano. Finisce 3-1 per l’armata di Marcello Lippi, che dominato il girone fa fuori il Real Madrid, poi il Nantes, e in finale, ai rigori, l’Ajax di Litmanen, Davids, dei fratelli de Boer, Van Der Sar e Kluivert, l’anno prima vittoriosi contro il Milan. «Jugo», dice Lippi a Jugovic, che segnerà il rigore decisivo, «uno lo batti tu». «Obbedisco, quale tiro mister, dopo Vialli e Del Piero?». «Luca non tira. Tu il quarto, Ale l’ultimo». Vialli, il capitano e trascinatore della stagione, non se l’è sentita. «Luca,........
