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Quando il mostro è dentro casa

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26.06.2026

Prima di parlare di politica, dobbiamo parlare di Mirko e Kathy. Perché ogni riflessione sul clima culturale che sta attraversando il nostro Paese dovrebbe partire da loro.

Mirko Moriconi aveva 24 anni. Era un ragazzo che amava la musica, che cantava e che provava semplicemente a vivere la propria vita. Nel 2022 aveva scritto una frase che oggi assume un significato devastante: «È brutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay.»

Ieri Mirko è stato ucciso insieme alla madre Kathy Andreoni dal padre e marito della donna, in quello che rappresenta uno dei fatti di cronaca più atroci degli ultimi anni. La Procura sta valutando anche l’aggravante dell’odio legato all’orientamento sessuale del ragazzo, alla luce delle testimonianze raccolte e dei messaggi lasciati negli anni da Mirko. Quando questa ipotesi troverà conferma, non ci troveremmo soltanto davanti all’ennesimo femminicidio e a un duplice omicidio familiare. Ci troveremmo davanti all’ennesima vittima di un odio che da troppo tempo viene minimizzato, giustificato o addirittura alimentato.

Perché l’odio non nasce nel momento in cui qualcuno impugna un’arma. L’odio nasce molto prima. Nasce quando si insegna che alcune persone sono “contro natura” anche se “possono guidare, essere curati o ricevere un’istruzione”. Quando si racconta che esistono cittadini normali e cittadini che pretendono troppi diritti. Quando si definisce un Pride una “parata dei sodomiti“. Quando si alimenta la convinzione che le persone LGBTQIA rappresentino un pericolo per la famiglia o per la società.

Le parole non premono il grilletto. Ma costruiscono il terreno sul quale qualcuno può convincersi che eliminare una persona significhi eliminare il problema. Ed è proprio per questo che ciò che sta accadendo oggi nel dibattito politico italiano non può essere liquidato come una semplice contrapposizione ideologica. Perché il linguaggio della politica contribuisce a costruire la cultura di un Paese.

E quando quella cultura individua continuamente un nemico da colpire, la storia ci insegna che prima o poi qualcuno passerà dalle parole ai fatti. C’è qualcosa di profondamente inquietante in ciò che è accaduto nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati durante il dibattito sul Piano Casa. Non perché maggioranza e opposizione abbiano litigato. Il confronto politico è il cuore della democrazia. Il problema nasce quando si smette di discutere di politiche pubbliche e si........

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