“Cicale”, Malika Ayane a Molfetta con il nuovo album: «Ho imparato a vivere senza rincorrere tutto» – L’INTERVISTA
Malika Ayane non ha fretta. Dopo quasi vent’anni di carriera, Cicale racconta proprio questo: imparare a scegliere, alleggerirsi, accettare che non tutto dipenda da noi. Il disco arriva dopo quattro anni di lavoro e quasi cento canzoni scritte. «Il processo, a volte, vale più del risultato», dice. Ieri l’artista era a Molfetta, al Gran Shopping, per incontrare il pubblico e firmare le copie dell’album.
Le cicale vivono quasi tutta la loro vita sottoterra e vengono giudicate per il momento del canto. Qual è la parte di Malika Ayane che il pubblico non vede mai?
«Tutta la parte normale della vita, quella che poi finisce nelle canzoni. Non c’è niente di così interessante, misterioso o particolarmente esotico».
In «Cicale» la leggerezza arriva dopo quattro anni di gestazione. Che cosa ha dovuto attraversare per arrivarci?
«Credo che abbia a che fare semplicemente con il diventare adulti. Più cose attraversi – e ognuno ha le proprie esperienze su cui costruire la propria identità – più la leggerezza viene di conseguenza. Senza esperienza, secondo me, la leggerezza non può essere davvero tale. È come la libertà: puoi correre dei rischi soltanto quando conosci le conseguenze delle cose».
Che cos’è, allora, la libertà per lei?
«Mi permetto di scomodare un maestro: “La libertà è partecipazione” (come nella canzone di Gaber,........
