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Chi vince e chi perde (per ora) nel Golfo

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26.03.2026

Il lancio di due missili balistici con una gittata di circa 4mila chilometri contro la base Usa-Gb di Diego Garcia, il bombardamento di Dimona dove ha sede il programma nucleare israeliano, l’azione contro le navi nel mar Caspio cariche di forniture di Putin al regime degli ayatollah, gli attacchi dei pasdaran contro la Turchia e i Paesi del Golfo rappresentano l’escalation militare di un conflitto che ha già avuto pesanti ripercussioni sui mercati energetici e finanziari mondiali. Ma non solo. Portano con sé la necessità di prendere coscienza dell’aggravamento

Primo. Come per l’Ucraina, questa guerra – all’apparenza così lontana geograficamente – tocca tutti, anche noi europei. E se uno di quei missili dei fondamentalisti con una testata atomica volasse verso Parigi o Berlino? Secondo. Per anni la diplomazia internazionale ha cercato, invano con il dialogo, di fermare il programma nucleare iraniano e lo sviluppo di missili a medio-lunga gittata. Ricordiamo due decenni fa le........

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