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Le manovre di Meloni per uscire dall’angolo

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08.04.2026

Circoscrivere l’incendio, ridimensionarne l’impatto, imbastire un nuovo racconto e riprendere il filo da dove ci si era lasciati, a cominciare dall’informativa di Giorgia Meloni giovedì in Parlamento. Dopo la sconfitta referendaria, niente elezioni anticipate che nessuno vuole e neppure rimpasto: via la Santanché e Dalmastro, se si toccano altre pedine l’effetto domino dello smottamento è dietro l’angolo. Sempre che la vicenda Piantedosi resti nella sfera privata, o simil-privata, ma il ministro dell’Interno è una garanzia per la destra e le mire di Salvini sul Viminale incentivano lo status quo. Dunque, reagire pragmaticamente agli eventi, cioè alla guerra in Iran, e cercare di uscire dal circuito dei perdenti, appare l’unica strategia possibile. Lo si è visto con il viaggio della premier nei Paesi del Golfo, la prima esponente europea e della Nato. Per le opposizioni si tratta del ripiego di una maggioranza sconfitta, ma l’analisi può essere meno scontata. Sostanza e immagine vanno unite in modo non banale.

Il viaggio della premiere nei Paesi del Golfo

Se l’economia, l’occupazione e l’inflazione dei Paesi europei dipendono da quel che succede nello Stretto di Hormuz, esiste un interesse oggettivo alla cooperazione, all’esserci, al di là di quelli che saranno i risultati concreti. Il messaggio di Meloni, nel........

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